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venerdì 24 febbraio 2017

BURRO DI SOIA VEGANO

Il burro vegetale è un ingrediente piuttosto apprezzato ed utilizzato nella cucina vegana. Non è sempre facilmente reperibile, ma lo si può preparare in diverse varianti, a seconda degli ingredienti che si usano e del risultato che si desidera ottenere. Un esempio è il burro di soia, realizzabile con della lecitina di soia.
Per preparare un panetto di burro di soia vegano occorrono:
– 20g di lecitina di soia
– 20ml di olio extravergine di oliva
– 100ml di olio di riso
– acqua fredda
Lecitina di soiaPer prima cosa, bisogna mescolare all’interno di una ciotola la lecitina di soia e 2 cucchiai d’acqua, che dev’essere molto fredda. A tal proposito, la si può lasciar riposare nel congelatore per qualche minuto. Dopo aver mescolato i due ingredienti ed aver lasciato sciogliere la lecitina, si può versare a filo l’olio di riso e, successivamente, anche quello extravergine di oliva. Il tutto va amalgamato e riposto nel congelatore per almeno 10 minuti. È importante lasciare che si addensi e diventi più corposo, ma bisogna assolutamente evitare che si ghiacci.
Una volta estratto dal congelatore, il composto va frullato muovendolo dall’altro verso il basso, in modo che acquisisca una consistenza densa, soffice e spumosa. A questo punto, si possono aggiungere altri 4 o 5 cucchiai d’acqua fredda, diluendo gradualmente il tutto e continuando a frullarlo.
Prima di usare il burro di soia, è consigliabile riporlo nel frigorifero e lasciarlo raffreddare. Successivamente, lo si potrà impiegare come ingrediente per la preparazione di altri piatti oppure gustare spalmato sul pane.
Qualunque sia l’utilizzo che ne fate, buon appetito!

Aperitivo vegano: 3 idee con i Cracker Vegan Farro

Aperitivo vegano: 3 idee con i Cracker Vegan Farro

Per le vostre serate fra amici oppure per cominciare una bella cena, vi proponiamo 3 consigli per un gustoso aperitivo vegano.
Per realizzarli andremo a utilizzare i Cracker Vegan Farro Germinal Bio, sfoglie fragranti e friabili a base di farina farro, farina di frumento, cruschello di frumento, semi di sesamo e olio extra vergine di oliva. I Cracker Vegan Farro Germinal Bio sono assolutamente privi di grassi animali, pertanto sono perfetti per chi segue una dieta vegana, ma non solo… perché sono gustosi, croccanti e perfetti per tante occasioni.

Cracker al farro e hummus di ceci
Ingredienti:
250 g di ceci secchi
2 cucchiai di tahina
succo di 1 limone
2 spicchi d’aglio
sale
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
prezzemolo
paprika
Cracker Vegan Farro Germinal Bio
Dopo averli lasciati a bagno in acqua fredda per un’intera notte, lessate i ceci (con un pizzico di sale) e lasciateli cuocere finché non saranno diventati morbidi. Scolateli e lasciateli raffreddare.
Versate in un mixer i ceci lessati, l’aglio, la tahina, il succo di limone, l’olio extra vergine e un pizzico di sale. Frullate bene e poi versate l’hummus in una ciotola. Spolverate con un pizzico di paprika e accompagnatelo con i Cracker Vegan Farro Germinal Bio.

Cracker al farro e tapenade di olive
Ingredienti:
200 g di olive nere
1 cucchiaio di capperi sotto sale
1 spicchio di aglio
4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
Cracker Vegan Farro Germinal Bio
Sciacquate bene i capperi in modo da dissalarli. Denocciolate le olive nere, quindi versatele nel bicchiere di un mixer insieme all’aglio sbucciato e i capperi sgocciolati. Unite anche l’olio extravergine di oliva e fate frullare fino a ottenere una pasta grossolana ma omogenea.
Prendete i Cracker Vegan Farro Germinal Bio, spalmateli delicatamente con un po’ di tapenade di olive, quindi serviteli su un piatto da portata.

Craker e guacamole
Ingredienti:
1 avocado maturo
1 cipollotto
1 peperoncino fresco
2 lime
sale q.b.
Cracker Vegan Farro Germinal Bio
Pelate e tagliate l’avocado a metà, togliete il nocciolo e poi riducete la polpa a pezzetti. Versatela in un mixer, irroratela con il succo di lime, aggiungete il cipollotto tagliato a fettine, il peperoncino fresco, un pizzico di sale, quindi frullate il tutto fino a ottenere una crema fine e omogenea. Accompagnate il guacamole con i Cracker Vegan Farro Germinal Bio.
Ora siete pronti per il vostro aperitivo vegano gourmet! Se vi piacciono, potete sperimentare queste ricette anche abbinandole alle Gallette di riso, miglio e mais.

Muffin vegani al burro di arachidi

I muffin vegani al burro di arachidi sono un dolce semplice dall’aroma intenso ma molto speciale perfetto anche da abbinare a macedonie di frutta oppure ad una bella tazza di tè nero. Ecco la ricetta per prepararli in casa.
Ingredienti per 12 muffin:
300 g di farina integrale160 ml di latte di soia o latte di riso (o altra bevanda vegetale)
150 g di sciroppo d’agave (o 50 g di zucchero integrale di canna)
120 ml di olio di girasole
1 pizzico di sale
1 bustina di cremor tartaro
4 cucchiai di burro di arachidi
Prepariamo l’impasto
Setacciate in una ciotola capiente tutti gli ingredienti secchi ossia le farine e il lievito poi aggiungete il sale e mescolate (se al posto dell’agave avete inserito lo zucchero di canna mettetelo adesso, insieme alle polveri). In un’altra ciotola preparate i liquidi: lo sciroppo d’agave, l’olio di girasole, il burro d’arachidi e il latte di soia. Unite gli ingredienti liquidi a quelli secchi e mescolate bene fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo senza grumi.

Inforniamo
Versate l’impasto ottenuto negli stampini da muffin e infornate in forno statico a 180 gradi per circa 25/30 minuti.
Modalità e tempi di conservazione: potete conservare i muffin dentro un’alzatina per dolci oppure su un piatto da portata coperto da carta forno per 4/5 giorni.
Consiglio per i vegolosi: Potete decorare i muffin con le gocce di cioccolato fondente avendo cura di metterle sui muffin prima di infornare

Tutto sul lievito madre e come prepararlo in casa

Il lievito madre: ne sentiamo spesso parlare come di un agente lievitante che dà vita a delle preparazioni culinarie più morbide, più digeribili e che si mantengono più a lungo, se paragonate all'uso del lievito di birra. Se non avete mai approfondito l'argomento, pensando che il lievito madre fosse troppo complicato o difficoltoso da preparare, vi faremo cambiare idea. Certo, la preparazione e la cura della pasta madre richiede un po' di pazienza, ma la soddisfazione sarà tanta.

Cos'è il lievito madre?Si tratta di un impasto preparato a partire da farina, ed acqua, e sottoposto a fermentazione naturale, grazie alla contaminazione naturale da parte dei microrganismi presenti nell'aria e nell'ambiente, ed il cui sviluppo crea una coltura di batteri lattici.  Continuando a più riprese a nutrire i batteri di acqua e calore, si creano loro le condizioni favorevoli per farli crescere e moltiplicare. La pasta madre si differenzia dal lievito di birra in quanto contiene al suo interno non solo lieviti ma anche batteri di tipo Lactobacillus.

Cosa avviene durante la fermentazione del lievito madre?
Durante la lievitazione degli ingredienti si avrà una massa fermentata con la conseguente produzione di gas: questo processo consente di avere dei lievitati con una maggiore digeribilità e dei tempi di conservazione maggiori.

Come si è diffuso l'uso della pasta madre? In realtà, la pasta madre era utilizzata ancora prima del lievito di birra. Quando la panificazione si faceva in casa, la pasta madre veniva distribuita di mano in mano e tenuta gelosamente, appositamente rinfrescata per tenerla in vita. 
 
La pasta madre torna in voga...Dato il processo un po' laborioso, o comunque bisognoso di attenzioni  costanti, la pasta madre viene tuttora usata soprattutto per la panificazione o le lievitazioni casalinghe, in cui ci si puo' permettere il tempo necessario alla pasta per essere rinfrescata, e quindi viva e più efficace. 

Abbiamo già accennato al fatto che si deve avere una cura costante del lievito madre: va rinfrescato ogni 48 ore circa, insomma è come un animale domestico a cui dovete sempre pensare se vi assentate da casa per qualche giorno.

Per velocizzare la fermentazione, utilizzeremo dello yogurt magro, che andrà a nutrire gli organismi presenti nella farina e farà sviluppare l'anidride carbonica, gonfiando la pasta più in fretta. Per quanto riguarda il tipo i farina da utilizzare, vi consigliamo la manitoba, una farina ricca di glutine. se preferite, come "acceleratore" di lievitazione potete usare anche miele.


Ingredienti:
-350 g di farina manitoba
- 350 g di yogurt magro

Procedimento:
Mescolate insieme la farina e lo yogurt, poi impastate con le mani  fino ad ottenere una pasta liscia e morbida. Formate un panetto, al cui centro praticherete una croce, riponetelo in una ciotola, copritelo con la pellicola trasparente a contatto, e praticate qualche buco sulla pellicola, per consentire ai microrganismi di nutrirsi dello zucchero contenuto nella pasta. Lasciate lievitare a 25°-28° per 48 ore circa, evitando di far subire alla pasta bruschi cambi di temperatura. Passate le ore di lievitazione,  prelevate 300 g di impasto, pesate 300 g di farina manitoba e 150 ml di acqua. Gettate il resto dell'impasto. Impastate bene, fino ad ottenere un panetto liscio e morbido. Rimettete a lievitare in un vaso di vetro stretto ed alto, a temperatura ambiente per 24 ore (26° al massimo) e rinfrescate l'impasto  una volta al giorno per 14 giorni, ripetendo l'operazione precedente.
Il quindicesimo giorno dovrete verificare se la pasta è abbastanza attiva per poter far lievitare le vostre preparazioni. Come fare? Rinfrescate l'impasto, poi lasciatelo a temperatura ambiente per 4 ore e verificate se è triplicato; in questo caso, è pronto per l'utilizzo. Se non dovesse essere cresciuto a tal punto, continuate ad operare dei rinfreschi giornalieri per altri tre giorni. Una volta che il lievito è pronto, conservatelo in frigorifero in un vaso di vetro alto e stretto, chiuso da un tappo.

Come usare il lievito madre?
La quantità di pasta madre da utilizzare nelle vostre preparazioni è sempre al 30% del peso totale degli ingredienti della ricetta.

Ricordatevi di rinfrescare sempre il lievito 1 una volta la settimana, o morirà e non sarà efficace. 

Muffin vegan semplici e veloci senza zucchero

Muffin vegan semplici e veloci senza zucchero: sono l’incontro tra una colazione golosa e una preparazione 100% salutare senza sensi di colpa! Accompagna un muffin (o anche due) con yogurt vegetale ed una spremuta di arancia per un pasto equilibrato e cominciare la giornata con il piede giusto!
Ingredienti per 8 muffin
70 g fiocchi di avena
200 ml di latte di riso (senza zucchero)
1 banana molto matura
80 g farina di farro semi integrale
50 g burro di arachidi “home made”50 g di uvetta
un pizzico di sale
1/2 bustina di lievito per dolci (8 g)
semi di una bacca di vaniglia e/o cannella q.b.
Ammollate i fiocchi di avena e l’uvetta per almeno 30 minuti nel latte di riso (se volete accorciare i tempi scaldare il latte, l’importante è che l’avena si ammorbidisca). Una volta che i fiocchi sono pronti mettete tutti gli ingredienti in un frullatore ad eccezione della farina.
Frullate il tutto e una volta creata una crema omogenea incorporate la farina con una spatola. Versate il composto in otto stampi per muffin ricoperti con i pirottini di carta. A questo punto spolverizzate ogni muffin con dei semi oleosi (io ho utilizzato un mix tra sesamo, lino e papavero e una bustina di zucchero di canna, giusto per creare una croccante crosticina) e infornate a 180°C per 15 minuti circa. Controllate sempre la cottura con uno stecchino.

Nasce un seme dall'incrocio tra Gas e Banca del Tempo

Il Gas Gea di Sulmona è attivo dal 2011, e dal 2014 si è costituito associazione secondo i principi che seguono (Art. 3 dello  Statuto): "Le attività sono svolte secondo i principi solidaristici della condivisione dei saperi e del saper fare, del reciproco ed equo scambio dei tempi d’impegno, delle decisioni diffuse, della rotazione, della trasparenza e dell'ecosostenibilità.
I principi delle decisioni diffuse e dalla rotazione vanno applicati in modo da tendere alla realizzazione di un’efficiente ed equa ripartizione delle decisioni.
Le funzioni inerenti le attività svolte, dopo un’analisi per individuarle, sono svolte da almeno due soci.
Le attività svolte pongono in essere relazioni tra pari che escludono rapporti di lavoro subordinato.
L’attività di lavoro è svolta dai soci per i soci ed è finalizzata alla produzione di servizi e beni materiali per la soddisfazione dei bisogni dei soci."
Da pochi mesi oltre all'attività del Gas abbiamo avviato anche la Banca del Tempo (BdT, prevista dallo Statuto), insomma, è sorto un incorcio tra Gas e BdT.
Proviamo a vedere come funziona.
L'attività di acquisto impegna del tempo e fa sorgere crediti e debiti di tempo. I crediti di tempo sono ottenuti in gran parte dai responsabili di prodotto e in misura minore da chi aiuta nella distribuzione.
Ad esempio, nel primo acquisto fatto con le regole della BdT, si sono impegnate (calcolate per difetto) ca. 14 ore e 30 minuti divise tra il responsabile di prodotto (12 ore e 30 minuti) e il socio che ha aiutato nella distribuzione (2 ore).
Il responsabile di prodotto ha fatto un primo dono di tempo abbonando ai soci 4 ore e 30 minuti.
Il calcolo dei riparto del tempo residuo è stato suddiviso in proporzione al valore dei prodotti acquistati da ciascun socio con debiti di tempo di 10 minuti (è il minimo) e arrotondamenti per eccesso a 5 minuti.
Il responsabile di prodotto si è attribuito 1 ora, mentre le altre sue 7 ore sono state donate alla Banca del Tempo per costituire un fondo di solidarietà, il socio che ha aiutato si è attributo 1 ora donando alla bdt l'altra ora, gli arrotondamenti di tempo fatti a tutti i soci acquirenti hanno prodotto altri minuti (105) che hanno incrementato il fondo di solidarietà.
Con questo acquisto il fondo è di 8 ore e 45 minuti e sarà utilizzato a beneficio di famiglie con disabili. A queste famiglie abbiamo proposto di consegnare i prodotti che loro possono acquistare con il gruppo d'acquisto senza che questo produca debiti di tempo. La consegna sarà effettuata dai soci che hanno debiti di tempo.
La festa del 3 dicembre 2016 è stata organizzata con le regole della banca del tempo. Gli impegni per preparare la festa hanno coinvolto diversi soci per  la ricerca della sede, il lancio attraverso la pagina fb, le locandine e la loro affissione, gli addobbi, la musica, l'autoproduzione da parte di alcuni soci di diversi tipi di cibo dai dolci a piccole pizze, a bevande... L'impegno nella festa ha prodotto crediti di tempo che sarà suddiviso in parti uguali tra tutti i soci partecipanti, compresi quelli che si sono impegnati per la riuscita della festa.
Dopo la festa abbiamo avuto altri tre acquisti.
L'altra sera abbiamo distribuito i prodotti dell'ultimo dei tre acquisti. L'impegno complessivo è stato di 50 ore e l'aiuto nella consegna a coinvolto 8-10 persone (gran parte di questo tempo sarà donato alla BdT).
Siamo un po' indietro nel calcoli dei tempi, ma durante le feste di fine anno li aggiorneremo.
La Bdt svilupperà a breve attività di scambio di servizi com'è nella tradizione delle BdT, ma sarà applicata anche per un altro progetto molto interessante.
Stiamo prendendo i primi contatti con piccoli artigiani e commercianti (la proposta per ora è stata fatta solo a 6 piccole aziende)  per inserire nelle loro attività un piccolo spazio di ES.
Lo scopo è quello di far vivere loro l'esperienza di ES e avere la possibilità di metterla a confronto con la loro attività che si svolge nell'ambito dell'economia di mercato.
L'esperienza concreta vissuta come confronto vale più di molti discorsi.
Il progetto è stato chiamato: "Un seme di ES nell'economia di mercato".
In pratica la proposta, che ha avuto finora le adesioni di tutte e sei le aziende, è semplice.
Facciamo l'esempio dell'azienda di una signora che fa tende per finestre e balconi.
Per prima cosa abbiamo chiesto come svolge la sua attività e che tempi comporta, poi ho brevemente illustrato come si svolge l'attività del Gas chiarendo che non vi è ricarico sui costi dei prodotti acquistati. Non si formano utili, ma si creano utilità per i soci.
Il tempo dedicato per organizzare gli acquisti nel Gas si trasforma in crediti di tempo, mentre chi si limita ad acquistare ha dei debiti tempo in proporzione al valore acquistato.
La signora delle tende ha messo a disposizione una piccola parte della sua attività facendo pagare in denaro il costo delle tende utilizzate in ES senza ricarico, come accade nel Gas, e per il lavoro svolto avrebbe avuto un credito di tempo come accade nella BdT.
I crediti e debiti di tempo tenderanno a compensarsi se, entrando nell'associazione, faceva degli acquisti.
Ho fatto presente che, in ogni caso, una parte del tempo di lavoro va donato così come fanno i soci che organizzano gli acquisti.
Quattro di questi piccoli imprenditori (la signora delle tende, un termoidraulico, un amico che ripara stampanti e vende toner non originali, un altro amico che ripara o sostituisce antenne TV) sono già entrati nel gruppo d'acquisto e sono diventati soci dell'associazione Gea e per i loro acquisti stanno avendo debiti di tempo che potranno essere compensati con i crediti di tempo quando saranno chiamati da altri nostri soci, se avranno necessità del loro lavoro e dei prodotti della loro attività.
Questi soci con un po' di fantasia li abbiamo chiamati soci EM/ES o soci EmEs (cioè soci che operano sia in Economia di Mercato sia in Economia Solidale).
Hanno accettato di buon grado, quando hanno appreso che il tempo donato sarebbe stato utilizzato per azioni concrete di solidarietà come l'aiuto ai disabili o per attività d'interesse pubblico, come la rimozione dei rifiuti dai giardini pubblici...
Si sono inoltre dichiarati disponibili a praticare la trasparenza del prezzo dei prodotti da loro acquistati e utilizzati in ES.
Il "seme" può diventare una "piantina".
Nella misura in cui crescono gli acquisti e le attività della Bdt richieste dai soci EmEs, crescerà la parte di tempo da loro svolta in ES per compensare i crescenti debiti di tempo. 
L'economia del dono
Il dono di tempo sia nell'attività del Gas sia nel progetto " Un seme di ES..." e in tutte le attività dell'associazione ha molto spazio ed ha diverse funzioni importanti: far emergere in modo semplice l'aspetto altruistico nelle persone, utilizzare questo tempo donato per una solidarietà concreta verso chi è in difficoltà (molto di più di quella solidarietà di cui si parla nei Gas per il solo fatto di essere insieme e di acquistare da piccoli produttori), rendere le relazioni interne non conflittuali (non si discuterà sui 5-10 minuti in più o in meno nel determinare i crediti e debiti di tempo se vi è dono di tempo).
Abbiamo anche partecipato all'incontro organizzato dalla REES Marche domenica 12 dicembre 2016 a Grottammare e la nostra esperienza ha suscitato interesse e molte domande.
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giovedì 20 ottobre 2016

Lenticchie: perché mangiarle

Piccole, tonde e di sfumature che hanno il colore dell’autunno inoltrato: le lenticchie sono i semi di una pianta leguminosa che – come testimoniano numerosi reperti archeologici – venivano coltivate già anticamente in Asia, specialmente nella zona dell’odierna Siria. Grazie al loro elevato potere nutritivo, questi legumi venivano considerati in passato “la carne dei poveri”, in epoche in cui il consumo di carne era riservato agli strati più abbienti della popolazione. Varietà Esistono diverse varietà di lenticchie, tra le quali spesso risulta difficile orientarsi; vediamo insieme le più comuni e facili da cucinare. Lenticchie marroni Sono le lenticchie più comuni, note e utilizzate nella cucina italiana; rappresentano il simbolo delle festività natalizie anche se – per fortuna – da diverso tempo il loro consumo non è più confinato al periodo in prossimità del Natale. Si prestano ad essere servite da sole, magari in umido, ma anche per la preparazione di ottimi condimenti per la pasta e il riso. Lenticchie verdi di Altamura Originaria della Puglia, questa lenticchia si presenta di colore verde scuro e di grandi dimensioni (non a caso, è conosciuta anche come “lenticchia gigante”). Inizia la sua ascesa commerciale negli anni ’30 e, dopo un periodo di arresto negli anni ’70, oggi sta vivendo la sua rinascita. Lenticchie rosse Sono uno dei pochi legumi che non necessitano di ammollo prima di essere cucinati: questo perché in commercio sono reperibili per lo più nella versione decorticata, ovvero privata della buccia esterna, dura e coriacea, che aumenta i tempi di cottura negli altri legumi secchi. È  nota anche come “lenticchia egiziana”. LEGGI ANCHE: Lenticchie rosse, proprietà e come cucinarle Perché mangiarle 1- Sono ricche di ferro e di altri minerali: come tutti i legumi, le lenticchie sono ricche di minerali. In particolare, nonostante il loro contenuto di ferro sia inferiore a quello della carne, risulta comunque più facilmente assimilabile. Il ferro si divide in due forme: “eme”,  di facile assimilabilità, che costituisce però solo il 40% del ferro delle carni; ferro “non-eme”, più difficilmente assimilabile, che costituisce invece il 60% del ferro contenuto nelle carni e la quasi totalità del ferro contenuto nei vegetali. Per ovviare al problema della difficoltà di assorbimento di ferro dalle lenticchie (e dai vegetali in genere), è consigliabile associarne il consumo ad alimenti ricchi di vitamina C. (fonte: scienzavegetariana.it) 2- Sono facilmente digeribili ed estremamente energetiche: le lenticchie sono tra i legumi più facilmente digeribili in assoluto; in più, un piatto di lenticchie da 100 g apporta circa 290 kcal, con un apporto minimo di lipidi (circa 1 g). 3- Sono un’ottima fonte di proteine vegetali: per gli sportivi ma anche per chi segue un’alimentazione vegetariana o vegana, le lenticchie dovrebbero rappresentare il punto di riferimento per l’assunzione di proteine, di cui sono molto ricche; sono da preferire alla carne perché, a parità di contenuto proteico, contengono pochi grassi e zero colesterolo. 4- Proteggono dalle malattie cardiovascolari: grazie al loro elevato contenuto di antiossidanti, questi legumi sono un alleato del cuore e lo proteggono dalle malattie. In più, sono ricche di fibre solubili, che contribuiscono a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue. 5- Sono amiche dell’intestino: le lenticchie, come gli altri legumi, sono un alleato importante per liberarsi della stipisi. Il loro tegumento esterno, infatti, ha potenti proprietà lassative.
Vegolosi.it - Leggi su: http://www.vegolosi.it/?p=39616    http://www.vegolosi.it/come-cucinare-guide-pratiche/lenticchie-ricette-vegane-facili/

Mandorlata crema spalmabile, ricetta senza burro

La mandorlata crema spalmabile. Una crema piuttosto leggera e buonissima, ideale da spalmare ma anche per farcire torte e dolci in genere.

La ricetta della mia mandorlata crema spalmabile non contiene burro nè zucchero raffinato, preparata con ingredienti semplici, naturali e piuttosto salutari. Era proprio questa la mia idea di crema spalmabile alle mandorle. Qualcosa di piuttosto leggero, da mangiare magari a colazione, che desse l’energia giusta per affrontare la giornata ma che non fosse ad alto contenuto di grassi.
La sorpresa della mandorlata crema spalmabile senza burro è che oltre ad essere leggera è BU O NI SSI MA! Dolce ma non eccessivamente, dal sottile retrogusto caramellato grazie alla presenza dellozucchero di canna. Fluida, morbida, cremosa, già nello spalmarla si assiste ad una vera e propria seduta di “tatto-terapia”! E chiudendo gli occhi, ci si ritrova quasi in una delle stradine lastricate della mia amata Sicilia, dove aleggia per diversi mesi l’odore dei fichi d’india, dei mandorli in fiori, delle pastine di mandorle e della frutta di martorana appena sfornati…..
Poi, la preparazione della mandorlata crema spalmabile è piuttosto semplice e veloce. Affidatevi al vostro frullatore e via, pochi minuti e sarà pronta.

mandorlata, crema spalmabile alle mandorle

mandorlata crema spalmabile
Ingredienti:
  • 220 g di mandorle scusciate e spellate
  • 140 g di zucchero di canna
  • 150 ml di olio di semi di arachidi
  • 150 ml di acqua
  • 3 cucchiai di miele d’acacia
Mandorlata crema spalmabile, ricetta senza burro
Preparazione
Metti le mandorle dentro al frullatore e tritale finemente. Aggiungi poi poco alla volta e sempre frullando, facendo riposare per non bruciare il motore, lo zucchero poi l’olio a filo e l’acqua. Frulla per bene fino a quando non ci saranno più grumi e aggiungi infine il miele. La mandorlata è pronta. Per un versione più compatta (es. per usarla nei dolci) riduci lievemente la quantità di olio e di acqua in egual misura.

Ricetta Pasta di Curcuma: Antinfiammatorio Naturale

La pasta di curcuma è un preparato facilissimo da realizzare che possiamo usare in tanti modi diversi per assicurarci ogni giorno la giusta dose di questa spezia dalle mille virtù. Ormai sappiamo bene che la curcuma non è una semplice spezia che ci viene in aiuto per dare un sapore più particolare ai nostri piatti ma è anche un alimento che vanta delle proprietà terapeutiche riconosciute in tutto il mondo.
La curcuma infatti è uno degli antinfiammatori naturali più efficaci, utile anche per disintossicare il fegato e aumentare la produzione di bile, per migliorare le condizioni e l’aspetto della pelle e per combattere i dolori muscolari. Ma non è tutto. Grazie alla curcumina, il principio attivo che conferisce alla spezia il caratteristico colore giallo, si possono alleviare le infiammazioni e i conseguenti dolori articolari causati dall’artrite e dall’artrosi.
In tutti questi casi possiamo far ricorso alla pasta di curcuma, una preparazione che andrebbe consumata ogni giorno anche da chi non soffre di particolari patologie ma vuole semplicemente fare il pieno di antiossidanti, rinforzare il sistema immunitario e prevenire una serie di disturbi importanti. Questo preparato è eccellente anche per chi soffre di problemi digestivi, dolori mestruali e colesterolo alto. Vediamo dunque la ricetta della pasta di curcuma e come usarla quotidianamente!

Ricetta della Pasta di Curcuma: Potente Antinfiammatorio

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Grazie alla pasta di curcuma possiamo avere sempre a portata di mano un vero e proprio elisir di salute. Questa pasta infatti, una volta messa in frigorifero, si conserva per 10-15 giorni e, come vedremo in questo articolo, può essere usata in tantissime preparazioni. Ricordiamo che il particolare colore giallo intenso della curcuma tende a macchiare ogni superficie con cui viene a contatto. Ecco perché si potrebbe usare un pentolino ed un cucchiaio di legno dedicato solo a questa preparazione e fare attenzione a maneggiare la polvere di curcuma per non macchiarsi le mani. Ad ogni modo il colore va via dopo una serie di lavaggi, quindi niente paura…e mettiamoci ai fornelli!
Ingredienti per 1 vasetto di pasta di curcuma
150 gr di curcuma in polvere
300 ml di acqua
1 cucchiaino da te di pepe nero macinato
3 cucchiai di olio di cocco
Preparazione della pasta di curcuma
Per fare la pasta di curcuma in casa useremo la curcuma in polvere che andrà unita al pepe nero, un ingrediente fondamentale per favorire l’assorbimento della curcumina. A questi ingredienti aggiungeremo dell’olio di cocco e della semplice acqua.
Per prima cosa mettiamo un pentolino sul fuoco a fiamma bassa. Aggiungiamo la curcuma in polvere e gradualmente anche l’acqua. Cominciamo a girare usando una spatola, una forchetta o un mestolo di legno. Un consiglio è quello di non versare subito tutta l’acqua ma di dosarla un po’ alla volta in modo da poterci regolare sulla consistenza. Dopo qualche minuto l’acqua con la curcuma comincerà a bollire, continuiamo a girare e schiacciamo i grumi che si formeranno. Per una ricetta della pasta di curcumaperfetta, dovremo ottenere una crema liscia e abbastanza densa.
A questo punto aggiungiamo l’olio di cocco e il pepe. Teniamo sempre la fiamma a fuoco bassissimo e mescoliamo il tutto fino a quando la pasta alla curcuma non diventa densa e spumosa. Spegniamo la fiamma e trasferiamo il composto in un vasetto. Adesso che la nostra pasta di curcuma e pronta vediamo qualche idea per usarla in modo da beneficiare di tutte le sue fantastiche proprietà!

Come Usare la Pasta di Curcuma fatta in Casa

La pasta di curcuma viene usata in tutto il mondo per preparare il golden milk, una bevanda antinfiammatoria che rappresenta un vero e proprio segreto di lunga vita. Conosciuto anche come “latte d’oro”, il golden milk è molto usato nella medicina ayurvedica per i suoi effetti benefici sull’organismo. Per prepararlo è sufficiente aggiungere un cucchiaino di pasta di curcuma al latte (anche vegetale), metterlo sul fuoco e riscaldarlo.
Naturalmente possiamo aggiungerla anche a tutti i tipi di latte vegetale, magari fatto in casa, come il latte di quinoa, di nocciole e di canapa in modo da assumere delle bevande proteiche e disintossicanti allo stesso tempo.
Possiamo però usare la pasta di curcuma anche in altri tipi di bevande come tè, frullati e succhi. Anche in questo caso ne bastano 1-2 cucchiaini (che è anche la dose giornaliera) per arricchirli con sostanze antinfiammatorie e disintossicanti. Un cucchiaino di pasta di curcuma è perfetto anche nello yogurt, nelle zuppe, nei sughi o nelle salse che prepariamo in casa.
Se ci piace particolarmente il sapore della curcuma, nulla ci vieta di mangiare la pasta direttamente con il cucchiaino!

Pasta di Curcuma: Idee per Conservarla o Congelarla

Moltiplicando le dosi della ricetta possiamo ottenere un’abbondante quantità di pasta di curcuma in modo da conservarne una parte in frigo, pronta per l’uso, e congelare l’altra metà. Un modo comodo e pratico per congelare la pasta di curcuma è quella di distribuirla nelle formine di silicone che usiamo per il ghiaccio. In questo modo avremo dei cubetti di curcuma sempre a portata di mano! Uno al giorno ci assicurerà la giusta dose di curcuma.
Un’idea originale è anche quella di realizzare delle piccole pillole di curcuma. La ricetta della pasta di curcuma è sempre la stessa, una volta pronta mettiamola in un sacchetto per alimenti e tagliamo un angolino per creare una sac a poche casalinga. Prendiamo una piccola teglia e rivestiamola con la carta da forno. Con la sacca formiamo delle piccole palline di curcuma da adagiare direttamente nella teglia.
Mettiamo il tutto in congelatore per circa 3 ore in modo che le pillole di curcuma si solidifichino. Una volta congelate stacchiamole una ad una e mettiamole in un vasetto. Teniamolo in congelatore e usiamo le pillole ogni volta che ne abbiamo bisogno. Anche in questo caso possiamo mangiarle direttamente o aggiungerle ai nostri piatti e bevande preferite. Ne bastano 2-3 al giorno.

Pasta di Curcuma: Conclusioni

Come abbiamo visto in questa ricetta, la pasta di curcuma è un espediente davvero comodo ed efficace per assumere ogni giorno la giusta dose di curcuma. Un cucchiaino al giorno di questa pasta è sufficiente per assicurarsi tutti i benefici di questa fantastica spezia. Ricordiamo che la dose giornaliera di curcuma raccomandata va dai 3 ai 4 gr al giorno se non si hanno particolari patologie. In caso contrario, cioè quando si presentano determinati sintomi, è bene parlare prima con il proprio medico curante in quanto anche la curcuma, come altre erbe o spezie, presenta dellecontroindicazioni importanti.
Infine vi lasciamo un’altra sfiziosa ricetta con la curcuma per beneficiare delle sue proprietà in modo goloso ed originale: le caramelle alla curcuma! Dolci, semplici da realizzare e davvero salutari, lecaramelle alla curcuma ci aiutano anche nei periodi invernali quando abbiamo bisogno di alzare le difese immunitarie ma anche per alleviare i sintomi dell’influenza come mal di gola e tosse, soprattutto se aggiungiamo un po’ di miele e limone.

10 dolci vegani

http://www.vegolosi.it/come-cucinare-guide-pratiche/dolci-vegan-facilissimi-10-ricette-per-voi/