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martedì 7 aprile 2015

L’EQUILIBRIO ACIDO-BASE.

L'EQUILIBRIO ACIDO-BASE. Una breve introduzione scientifica
Forse ti sei già accorto qualche volta che il sudore del tuo corpo è acido, ma probabilmente non ti sei mai chiesto perché. Addirittura tutte le sostanze escrete dal nostro corpo sono leggermente acide e questo é anche normale perché fa parte del funzionamento del nostro metabolismo – bisogna prima spiegare qualche termine:
La combustione ossidativa
La trasformazione degli elementi nutritivi in energia organica (crescita), energia fisica (movimento muscolare) ed energia elettrica (funzioni nervose) aviene tramite un processo di "combustione", la cosiddetta ossidazione, che spiega anche l'importanza dell'ossigeno che dobbiamo fornire al nostro organismo con ogni respiro per garantire questa continua "combustione" degli alimenti che alla fine  – a parte la mano di Dio – ci tiene in vita!
Gli scarti acidi
Come la combustione in un motore produce dei gas di scarto, anche questa ossidazione biochimica produce degli scarti di vari tipo ma tutti con un pH acido: per semplificare possono essere chiamati "acidi". Piú ossigeno è disponibile (esercizi fisici quotidiani, aria pulita) meglio funziona questo processo e meno nocivi sono gli scarti prodotti.
La discarica
Ancora più importante però è il sistema di smaltimento di questi scarti e, come noi depositiamo i rifiuti di cucina fuori sulla strada e non li teniamo all'interno della nostra casa o come il tubo di scappamento di un motore non finisce all'interno della macchina, anche la cellula umana deve liberarsi immediatamente delle sostanze metaboliche di scarto, secernendole  nel cosiddetto spazio extracellulare, una matrice complessa in cui sono immerse le cellule. Una persona sana di conseguenza ha delle secrezioni – come l'urina, derivata dalla filtrazione del sangue, o il sudore – leggermente acidi.
Quando però le cellule vengono cronicamente mal nutrite (fast-food, troppa carne, troppo zucchero, alcool) e poco fornite di ossigeno (poco movimento, troppe sigarette) si formano degli elementi sempre più nocivi e sempre più acidi che la matrice extracellulare ha difficoltà a smaltire. Quando la sua efficacia é sufficientemente ridotta, tutto il sistema collassa e gli scarti metabolici rallentano tutto il processo di smaltimento e di scambio di nutrienti, portando ad un'accelerazione dell'acidificazione.
Le scorie
Per evitare che gli acidi aggressivi depositati temporaneamente danneggino subito tutti gli elementi circostanti la natura ha pronto un programma d'emergenza: lega gli acidi a dei grassi e dell'acqua, imprigionandoli in una forma che consente comunque di accumularli senza danni, come una quarantena. Queste scorie, dei liquidi gelatinosi, quando presenti in eccesso si manifestano nell'epidermide come pelle a buccia d'arancia – la famosa cellulite! Con un accumulo giornaliero di solo 1 gr di questa sostanza, dopo 45 anni si potrebbe arrivare ad una massa di ben 16 kg.Non per niente, nutrizionisti come Ragnar Berg, il dottor Franz Mayr, Maximilian Bircher Benner eFriedrich Sander hanno ripetutamente sottolineato che l'equilibrio acido-base ha un'importanza fondamentale!
L'acidosi acuta
Quando peró le scorie hanno riempito lo spazio extracellulare in modo tale che la cellula stessa non riesce più a stare lontana dagli scarti e in un pH neutrale, i processi all'interno, soprattutto la duplicazione del DNA, sono sottoposti ad errori gravi non più compensabili da meccanismi di riparazione e si riproducono delle  cellule con un programma (DNA) sbagliato: anche la medicina convenzionale ha scoperto la relazione tra un'eccessiva acidità e le cellule tumorali, vedi questo articolo: link dell'articolo repubblica
L'equilibrio acido-base
Il nostro sangue come elemento critico del nostro metabolismo deve tenere per forza sempre un pH di 7,4 (leggermente basico) quando già una deviazione di 0,2 pH può portare dei seri rischi per la stabilità dei processi biochimici all'interno delle cellule – ad una destabilizzazione seguirebbe subito la morte. Il nostro corpo quindi ha una serie di meccanismi per compensare un'acidità ma anche un'alcalinità del sangue troppo elevata - per esempio può sciogliere del calcio dalle ossa per neutralizzare gli acidi in eccesso – ma a lungo tempo soffre l'intero organismo.
Con uno stile di vita più attento ma soprattutto tramite un'alimentazione cosciente possiamo aiutare al nostro corpo a mantenersi con facilità in questo stretto equilibrio del bilancio acido-base. Al giorno d'oggi, con dei cibi molto denaturati e raffinati e con un inquinamento esterno da cui non è possibile difendersi è consigliabile comunque concedersi ogni tanto una cura disintossicante che scioglie gli acidi, li elimina  e riempie i depositi dei minerali nel nostro corpo che sono necessari per compensare gli acidi in eccesso. Riepilogando
Tutte le cellule sono immerse in una matrice e interagiscono tramite questa
Il liquido extra-cellulare ha la funzione di approvvigionamento, smaltimento e scambio di informazi

giovedì 2 aprile 2015

Codice etico

Codice etico del g.a.s. Gaspita

-  IL G.A.S. E' UN GRUPPO INFORMALE DI PERSONE CHE ACQUISTANO  COLLETTIVAMENTE I

   PRODOTTI PER POI RIDISTRIBUIRLI FRA LORO

-  NON HA FINI DI LUCRO

-  NON EFFETTUA RICARICHI DI NESSUN GENERE , FATTA ECCEZIONE PER LE EVENTUALI SPESE DI

   TRASPORTO

-  PROMUOVE UN NUOVO STILE DI VITA CHE ABBRACCI IL RISPETTO PER L'AMBIENTE, LA

   SOSTENIBILITA', LA SALVAGUARDIA DELLA SALUTE DELLE PERSONE E LA SOLIDARIETA' VERSO I

   PRODUTTORI BASATA SU CRITERI EQUI

-  IL G.A.S. HA COME OBIETTIVO ANCHE LA DIFFUSIONE DI INFORMAZIONI SU ALIMENTAZIONE,

   AMBIENTE etc .

-  IL G.A.S.  E' UN GRUPPO ATTIVO ALL'INTERNO DEL QUALE OGNI PERSONA HA DEI COMPITI, SCELTI

   IN BASE ALLA PROPRIA DISPONIBILITA' VOLONTARIA

Chi siamo

G.A.S. Gaspita

GRUPPO D' ACQUISTO SOLIDALE candeglia PISTOIA

PRODOTTI BIOLOGICI E CONTROLLATI A KM ZERO.
STOP AL CONSUMISMO!
CONSAPEVOLEZZA E CONDIVISIONE

Il gaspita, fondato a Pistoia nel 2009 è un gruppo d' acquisto solidale, un gruppo di persone che stanche della visione consumista si sono unite per condividere opinioni e pratiche, utopie e visioni e per creare una rete,  che coinvolga le realtà ecologiche e i produttori biologici nel territorio di Pistoia.

- incontro settimanale (mercoledi)

- promozione produttori biologici locali

- diffusione informazioni su alimentazione e ambiente

- mailing list

Il nostro luogo fisico di riferimento, in cui ci incontriamo e riuniamo gli ordini fatti ai nostri produttori,  raccogliamo le ordinazioni, si svolgono le consegne e condividiamo i prodotti è il circolo di Candeglia e l' appuntamento fisso è ogni mercoledì dalle 18:00 alle 19:00

Il nostro luogo virtuale di riferimento è ilgruppo Google gaspita luogo in cui presentiamo i nuovi produttori, valutiamo le nuove adesioni organizziamo le iniziative

domenica 29 marzo 2015

PROBLEMI DA GLUTINE IN AUMENTO? NON UN CASO

Rilevazioni ISPRA del Glifosato in Italia
Il pesticida, indicato come principale responsabile dei disturbi correlati al glutine, abbonda nei nostri campi e nelle acque

Il glifosate è un erbicida non selettivo impiegato sia su colture arboree che erbacee e aree non destinate alle colture agrarie (industriali, civili, argini, scoline, ecc.). È una delle sostanze più vendute a livello nazionale e la sua presenza nelle acque è ampiamente confermata anche da dati internazionali; nonostante sia indicato in molteplici studi come il responsabile dell’insorgenza di problematiche legate al glutine e alla celiachia il suo monitoraggio è tuttora effettuato solo in Lombardia, dove la sostanza è presente nel 31,8% dei punti di monitoraggio delle acque superficiali e il suo metabolita, AMPA, nel 56,6%. Il glifosato e il metabolita AMPA sono monitorati sul territorio italiano solo in Lombardia. Nelle acque superficiali, le frequenze di ritrovamento negli ultimi anni sono decrescenti, ma sempre con valori molto alti. Da qui l’importanza di lavare accuratamente le verdure, magari dopo averle lasciate in acqua e bicarbonato per qualche minuto, e di preferire prodotti Bio soprattutto nella scelta di cereali integrali. Pare importante diffondere questi dati e farsi portavoce di una richiesta semplice ma decisa, la messa al bando di pesticidi altamente dannosi e l’estensione di controlli su tutto il Paese. Perchè verdure e cereali senza pesticidi devono essere la norma sulla nostra tavola.
Studio relativo alla correlazione tra Glifosato e celiachia
-Glifosato, via alle malattie moderne: celiachia e intolleranza al glutine-
“Glyphosate, pathways to modern diseases II: Celiac sprue and gluten intolerance”
Anthony Samsel and Stephanie Seneff
Interdiscip Toxicol. Dec 2013; 6(4): 159–184.
Published online Dec 2013. doi: 10.2478/intox-2013-0026

Proteine vegetali: ecco gli alimenti che ne contengono di più

Le proteine non si trovano solo nella carne e nei suoi derivati: ecco quali sono gli alimenti più ricchi di proteine tra i vegetali

Proteine vegetali: ecco gli alimenti che ne contengono di più
Cibi ricchi di proteine vegetali
di 

CIBI RICCHI DI PROTEINE VEGETALI -

Non solo i cibi che derivano dagli animali contengono proteine, anche quelli vegetali ne sono ricchi e se vogliamo ridurre il nostro apporto proteico quotidiano animale ecco come poter sopperire in maniera salutare. Bisogna però fare una premessa importante: le proteine animali vengono dette nobili perché contengono tutti gli aminoacidi essenziali al nostro corpo, quelle vegetali sono dette semplici perché, invece, non li contengono. Facilmente però, questi aminoacidi si trovano in una dieta varia e bilanciata.

QUALI SONO GLI ALIMENTI CHE CONTENGONO PROTEINE VEGETALI -

Ecco dunque quali sono i vegetali che contengono più proteine, come termine di paragone prendiamo, per quelle animali, il parmigiano reggiano ne contiene 33 gr ogni 100 gr di prodotto.
LEGUMI: I legumi sono la fonte vegetale più ricca di proteine in natura. Basta associarli ai cereali per ottenere tutti gli aminoacidi mancanti rispetto alla carne. Ecco quante proteine contengono i legumi per 100 gr
  • Ceci 19 gr
  • Fagioli 12 gr
  • Fave 20 gr
  • Soia 37 gr
  • Piselli 22gr
  • Lenticchie 23gr
CEREALI: Tra i cereali annoveriamo quelli preparati con farro, frumento (pane e pasta) e farina di soia che contengono una menida di 10 gr di proteine ogni 100 gr. Abbinando i cereali ai legumi riusciamo ad ottenere tutti gli aminoacidi necessari per il nostro organismo
SEMI: i semi più ricchi di protenine sono quelli di chia, di canapa, di zucca e di girasole
ALGHE: Le alghe, come la spirulina,  rappresentano una fonte di proteine importante con 6 gr di proteine ogni 100 gr di alghe essiccate. Si trovano soprattutto nei negozi bio
TOFU, TEMPEH E SEITAN: Sono prodotti derivati rispettivamente dalla soia, dai fagioli gialli e dal frmento, molto ricchi di proteine vegetali con 8/10 gr ogni 100 gr
FRUTTA SECCA: la frutta secca è una fonte ricchissima di proteine vegetali, soprattutto i pinoli,ecco i valori per 100 gr di prodotto
  • Pinoli 31 gr
  • Arachidi 29 gr
  • Mandorle 22 gr
  • Pistacchi 18 gr
  •  Anacardi 15 gr
  •  Noci 14 gr
  • Nocciole 13 gr
QUINOA: La quinoa è un alimento che sembra un cereale ma è derivato da una pianta della famiglia degli apinaci, si cucina come il miglio o il cous cous ed è ricchissima di proteine vegetali con 14 gr ogni 100.
ORTAGGI: Tra gli ortaggi più ricchi di proteine vegetali troviamo i broccoli, i carciofi i cavoli, gli spinaci, i peperoni, gli asparagi, le  e le patate.
LATTE E YOGURT VEGETALI: Anche il latte e lo yogurt vegetali sono in grado di apportare proteine vegetali, i più ricchi sono illatte e lo yogurt di soia.

Olio di palma, cosa c’è da sapere su salute e ambiente

Salute e nutrizione, ambiente e foreste. Tutto quello che c'è da sapere sull'olio di palma, l'ingrediente più diffuso e controverso del momento.

di Redazione
Le importazioni di olio di palma in Italia hanno raggiunto un record storico nel 2014, registrando un aumento del 19 per cento rispetto all'anno precedente: 1,7 miliardi di chilogrammi. Un'invasione incomprensibile secondo Coldiretti (Confederazione nazionale dei coltivatori diretti) visto che il nostro Paese è la patria dell'olio extravergine di oliva e della dieta mediterranea.
 
Al di là del made in Italy, i dubbi dei consumatori legati alla diffusione dell'olio di palma sono sia di natura ambientale che nutrizionale. L'aumento esponenziale delle piantagioni sta alimentando la deforestazione in molte aree tropicali della Terra e gli studi scientifici sulle caratteristiche nutrizionali di questo olio vegetale sono contradditori. Proviamo a fare un po' di chiarezza.
 

 
COSA C'ENTRA L'OLIO DI PALMA CON LE FORESTE
È l'olio vegetale più usato al mondo. L'aumento del suo utilizzo nel settore alimentare ha causato molti problemi ambientali. Negli ultimi anni, infatti, il numero (e quindi l'estensione) delle piantagioni è cresciuto in modo esponenziale, a tutto danno delle foreste tropicali.
 
Questo fenomeno si è sviluppato soprattutto in Indonesia e Malesia che, insieme, esportano circa il 90 per cento di tutto l'olio di palma presente sul mercato globale.
 
Per cercare di arginare o quantomeno affrontare il problema, nel 2004 alcune aziende produttrici insieme a ong ambientaliste si sono sedute intorno alla Tavola rotonda per l'olio di palma sostenibile (Roundtable on sustainable palm oil, Rspo) per cercare di dar vita a uno standard ambientale minimo per la coltivazione della palma e porre un freno alla deforestazione e alla perdita di biodiversità.
 

 
I lavori hanno portato alla stesura di otto principi da seguire e all'importazione in Europa del primo olio di palma certificato nel 2008, mentre nel 2012 circa il 14 per cento di tutto l'olio prodotto (oltre 54 milioni di tonnellate) portava il logo Rspo. Non tutti sono rimasti soddisfatti dai risultati della tavola rotonda, come sottolineato dal Wwf e da altre ong. Ci sono molti punti che devono essere migliorati, come quello sui pesticidi. Diserbanti e altre sostanze chimiche pericolose, infatti, continuano a essere utilizzati nelle piantagioni e non vige alcun controllo sulle emissioni di CO2 in atmosfera.
 
Per continuare a innovare e migliorare la certificazione Rspo e includere parametri che rendano le piantagioni e l'olio di palma davvero sostenibili, Wwf, Greenpeace, Rainforest Action Network e altre organizzazioni hanno dato vita al Palm oil innovation group (Poig), un gruppo di pressione con l'obiettivo di spingere governi e imprenditori a migliorare le leggi in vigore e le condizioni di lavoro e di sfruttamento delle risorse naturali. Perché l'unico, vero scopo è difendere i polmoni del pianeta: le foreste tropicali.
 
Il consiglio più valido per i consumatori, dunque, è quello di cercare in etichetta i loghi e la certificazione Rspo che attestino la provenienza da gestione quantomeno responsabile dell'olio di palma contenuto nel prodotto.
 

 
L'OLIO DI PALMA DAL PUNTO DI VISTA NUTRIZIONALE
Da più parti vengono mosse critiche a questo ingrediente, accusato di essere largamente utilizzato dall'industria nonostante presenti un tenore di grassi saturi superiore a quello di molti altri oli. Ma l'olio di palma è dannoso per la salute? Per prima cosa va precisato che i grassi saturi sono ritenuti responsabili dell'insorgenza di malattie cardiovascolari, ma non sono tutti uguali.
 
Si distinguono in saturi a catena corta (protettivi), media (neutri) e lunga (dannosi). Sono proprio questi ultimi ad aumentare il rischio di sviluppare ipertensione arteriosa, arteriosclerosi e colesterolemia. L'olio di palma, in effetti, contiene abbondante acido palmitico saturo a catena lunga, ma questa quota di grassi dannosi è affiancata da ben il 51,5 per cento di acidi grassi insaturi protettivi, cioè da circa il 39 per cento di monoinsaturi (acido oleico, tipico dell'olio di oliva) e dal 12 per cento di polinsaturi, soprattutto linoleico. Per fare un paragone, si pensi che il burro contiene solo il 21,6 per cento di acido palmitico e possiede gli acidi laurico e miristico, saturi a catena media, quindi neutri rispetto al rischio vascolare; più l'acido butirrico, a catena corta, che pur essendo saturo rientra tra i grassi protettivi. Ma è anche vero che il burro ha solo la metà (26,5 per cento) degli acidi grassi protettivi monoinsaturi dell'olio di palma (fonte Nico Valerio).
 
L'olio di palma dunque, anche se contiene abbondante acido palmitico, grazie alla sua composizione complessiva, e quando non è idrogenato, non aumenterebbe il colesterolo totale. L'idrogenazione è quel processo in base al quale l'olio assume una consistenza solida e diventa più r

venerdì 27 marzo 2015

alcuni dei nostri produttori

verdura  tre fornitori l'orto di Paolo , l'orticello di mamma simo e la comunità nuovi orizzonti ,

la casaccia (carne, latte, formaggio, parmigiano patate....)

detersivi  Mesticheria biologica di Carmignano  http://www.mesticheriabiologica.com
e percarbonato.it   http://percarbonato.it/


farina mulino marino http://www.mulinomarino.it.


legumi di agribosco http://www.agribosco.com


pasta etc. di girolomoni http://www.girolomoni.it

prodotti mercato equo solidale  http://www.lacquacheta.org/

mercoledì 25 marzo 2015

“Italia prima in Europa per emissioni di arsenico, cadmio, mercurio nell’acqua”

I dati emergono dall'ultimo dossier di Legambiente in materia di sostanze immesse in laghi, fiumi, mari e falde dagli impianti industriali. Sono questi ultimi a fornire i numeri che, quindi, sono inevitabilmente parziali visto che mancano dal computo i fenomeni di illegalità totale
È ancora forte in Italia l'impatto dell'attività industriale sullo stato di salute delle acque. Lo rivela l'ultimo dossier di Legambiente, pubblicato proprio in occasione della Giornata mondiale dell'acqua appena trascorsa (22 marzo), che mette in evidenza come il Belpaese superi le nazioni europee più industrializzate nell'emissione di metalli pesanti, in particolare di mercurio, nichel, cadmio e arsenico, direttamente nei corsi d'acqua. Anche per quanto riguarda le emissioni di cianuro è in testa alla classifica; arriva seconda, invece, subito dopo la Germania, per i cloruri. I dati (risalenti al 2011) sono stati estrapolati dal registro "European pollutant release and transfer register", un registro delle emissioni inquinanti prodotte dalle varie industrie europee, in cui sono gli impianti stessi a comunicare, annualmente, la quantità di sostanze immesse direttamente nell'ambiente e, in questo caso, nelle acque. Una analisi parziale, dunque, che non tiene conto dei vari fenomeni di illegalità totale, ma che rende comunque chiaro come in l'Italia gli scarti di lavorazione delle attività industriali continuino, in buona parte, a finire inesorabilmente nelle nostre acque, alterandone quindi le caratteristiche chimiche.

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Legambiente, di tutta la mole di informazioni contenti nel registro, ha preso in considerazione solo i dati relativi alle principali sostanze "pericolose prioritarie". Ebbene, nel 2011, in Italia sono state emesse oltre 140 tonnellate di metalli pesanti direttamente nelle acque, di cui 51 tonnellate di zinco, 31 tonnellate di nickel, 31 tonnellate di cromo, 12,7 tonnellate di piombo, 9 tonnellate di rame, 4,85 tonnellate di arsenico, 1,84 tonnellate di cadmio e 258 chilogrammi di mercurio. Per quanto riguarda le sostanze inorganiche, in particolare cloruri fluoruri e cianuri, si arriva a quasi 2,8 milioni di tonnellate, di cui quasi la metà derivanti da attività di tipo chimico. Ci sono poi le sostanze organiche, sempre nelle classe di quelle "pericolose prioritarie", come l'antracene, il benzene, gli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) e i nonilfenoli. Se per i primi non risultano emissioni in acqua da parte degli impianti industriali, per i nonilfenoli ammontano a 2,9 tonnellate, quantità corrispondente a circa il 60% dell'emissione europea totale, per gli Ipa a 1,25 tonnellate – pari al 39% della quantità totale a livello europeo – e per il benzene a 0,91 tonnellate. Confrontando singolarmente ciascuna emissione con quella degli altri paesi europei più industrializzati (Francia, Germania e Regno Unito), emerge come ben quattro metalli pesanti su otto siano emessi in quantitativi maggiori dall'Italia. Sono appunto: arsenico, cadmio, mercurio e nickel. Tutti metalli che, ad alcuni livelli, oltre a essere dannosi per l'ecosistema – perché ne alterano appunto le caratteristiche chimiche – sono estremamente tossici per l'uomo.

Ma come fanno a finire i metalli pesanti nelle acque? Sicuramente, gran parte della responsabilità va attribuita al tipo di impianto: le centrali elettriche a carbone, ad esempio, emettono, per loro natura, sostanze cancerogene per l'uomo in enorme quantità, come benzene, mercurio, cadmio e molto altro. Ma, secondo Legambiente, le cause sono da ricercarsi nella qualità degli impianti e negli scarsi controlli ambientali nel territorio. "Occorre migliorare in qualità e quantità l'impiantistica esistente specifica del trattamento delle acque industriali – si legge nel dossier – aumentare i controlli sul territorio e non permettere il mescolamento delle acque reflue industriali con quelle civili per evitare che le prime vadano a finire in impianti non idonei al trattamento specifico di inquinanti chimici".

L'Italia, dunque, è ancora bel lontana dal recepire la direttiva 2000/60 del Parlamento europeo, che cerca di disciplinare e salvaguardare le acque. Una direttiva nata dopo i vari casi di grave inquinamento ambientale di zone, come laghi, falde, fiumi utilizzate negli anni '80 come discariche naturali per rifiuti industriali e inseriti adesso nei siti di interesse nazionale da bonificare (con soldi pubblici). La direttiva europea chiedeva agli Stati membri che andassero verso una "graduale

Amianto e acqua

ACQUA E AMIANTO, ANCHE I GENITORI DI MONTALE SI MUOVONO
Articolo inserito in data: 24 marzo 2015 alle 9:59 | 0 commenti
di REDAZIONE
Chiesta al Sindaco Betti la convocazione di un'assemblea per affrontare il problema per gli utenti della scuola dell'infanzia di Montale capoluogo
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Beviamo acqua che passa da qui…?
MONTALE. [a.b.] Una mamma di una bambina che frequenta la scuola dell'infanzia di Montale Capoluogo, a nome dei genitori della scuola si è rivolta al Sindaco Ferdinando Betti, ai Consiglieri Comunali e al dirigente scolastico a cui ha esposto il problema dell'acqua e dell'amianto.

Nella "informativa" la signora Maria Grazia Ilardo entra nel dettaglio della questione che "ci riguarda tutti da vicino ma in particolare i nostri bambini" e scrive:

Nella nostra regione, ci sono circa 225 km di tubature di eternit (amianto) e cemento-amianto in cui scorre l'acqua che arriva nelle nostre case, sulle nostre tavole e nella mensa scolastica dei nostri figli. Anche l'acqua del nostro Comune, quella della mensa, che viene prelevata dal Fontanello installato nella scuola, scorre attraverso queste tubature in amianto o cemento-amianto ed è perciò soggetta a contaminazione di fibre d'amianto.

La situazione si fa ancora più critica se pensiamo all'usura dei tubi e all'aggressività dell'acqua visto che le ultime analisi eseguite sull'acqua risalgono agli anni 90. In base a quanto detto, è opportuno sapere che l'amianto è stata classificata e inserita dall'Iarc (International Agency for Research on Cancer) come sostanza altamente cancerogena in tutte le sue forme, siano queste inalate che ingerite.

– Esiste una correlazione certa tra fibre di amianto ingerite presenti in acqua contaminata e patologie cancerose, avvalorata da dati e studi statistici. Lo stabilisce la risoluzione del Parlamento del marzo 2013 (punto 37). Sono, infatti, in aumento le neoplasie dell'apparato gastrointestinale e cerebrali, soprattutto nei bambini, con un sistema immunitario in via di sviluppo.
– Non esistono filtri sicuri che garantiscano una indiscutibile salubrità dell'acqua. Quelli che adoperano il processo di osmosi inversa di fatto privano l'acqua di ogni suo elemento (sali minerali, elettroliti, ecc.), rendendola distillata e assolutamente non assumibile dai bambini.
– Anche se non ci fossero tubi in amianto nei dintorni, le fibre circolano comunque, poiché sono in amianto i tubi iniziali della rete che si diramano in tutte le direzioni, quindi, anche se non eccessivi i chilometri complessivi di tubature in amianto, è elevata l'esposizione al rischio di tutta Pistoia.
È una situazione che merita la massima attenzione e sensibilità da parte di tutti noi genitori e cittadini, per salvaguardare la salute dei nostri bambini, chiediamo quindi una partecipazione diffusa e condivisa.

Come prerogativa, dovremmo indire al più presto un assemblea alla quale Le chiediamo di partecipare , affinché possano essere esposte le nostre richieste:

– analisi mirata dell'acqua della scuola
– somministrazione di acqua in bottiglia nelle mense del comune invece di quella erogata dal fontanello.
Alla suddetta assemblea convocheremo il corpo docente, i collaboratori, i dirigenti dell'istituto Comprensivo di Montale e il Sindaco. Inviteremo, inoltre la dottoressa Lombardi docente di Economia ed Estimo Rurale presso il Dipartimento di Scienze per l'Economia e Impresa all'Università di Firenze nonché membro del comitato "acqua bene comune" e la dottoressa Breschi Oncologa dell'Ospedale di Pistoia che ci illustreranno il problema attraverso studi e ricerche avvalorando o meno i nostri timori. Entrambe hanno seguito le vicende delle vicine scuole dell'infanzia di Agliana e di Pistoia (Immacolatine), le quali tramite assemblee e dibattiti sono riuscite a far distribuire nelle loro mense le acque in bottiglia, in quanto l'acqua è risultata altamente contaminata di Pcb (sostanze cancerogene).

Confidiamo in una partecipazione attiva da parte di tutti e in particolar modo del Sindaco che veste la carica di primo cittadino, il quale deve salvaguardare la salute dei suoi concittadini.

In attesa che Lei ci fornisca una data e i locali dove organizzare l'assemblea, le lasciamo i recapiti dei genitori che stanno seguendo il caso, i quali rimarranno a disposizione per eventuali chiarimenti e procedure organizzative.

Maria Grazia Ilardo
mery.ilardo@live.it

• • •

La lettera è stata scritta a nome dei rappresentanti dei genitori della scuola dell'infanzia di Montale capoluogo che la hanno condivisa in toto.

In allegato alla informativa la signora Ilardo ha prodotto una serie di documenti per "fare maggiore chiarezza" oltre alla risoluzione del Parlamento Europeo del 14 marzo 2013

Ordini aperti

Aperto ordine detersivi a mesticheria biologica di carmignano entro lunedi condegna mercoledi 1al circolo http://www.mesticheriabiologica.com potere fare l' ordine anche on line specificando di far parte del gas gaspita Candeglia e la consegna con gli altri al circolo o per mail a anticamesticheria@gmail.com

Per i prodotti miso, salsa di soia, acidulato di umebosci ecc Lolmaia avete ricevuto la mail con istruzioni da fare entro il 7aprile