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mercoledì 10 luglio 2013

Tumori al polmone, prima conferma del legame diretto con l'inquinamento

Su Lancet l'esito della maxiricerca condotta su 300mila persone di 9 paesi europei, seguite per tredici anni di fila: la presenza delle polveri sottili tossiche nell'aria delle città fa aumentare drammaticamente il rischio di cancro polmonare, soprattutto per quanto riguarda l'adenocarcinoma. Per l'Italia sono stati monitorati cittadini di Torino, Varese e Roma e la situazione è risultata tra le peggiori d'Europa

ROMA - Arriva la prima conferma della stretta relazione fra inquinamento atmosferico e tumori del polmone. Il risultato si deve a una ricerca europea pubblicata sulla rivista Lancet Oncology alla quale partecipa anche l'Italia con un gruppo di ricerca dell'Istituto nazionale dei tumori di Milano, guidato da Vittorio Krogh.

Il tumore del polmone rappresenta la prima causa di morte nei Paesi industrializzati. Solo in Italia nel 2010 si sono registrati 31.051 nuovi casi. La ricerca mostra che più alta è la concentrazione di inquinanti nell'aria maggiore è il rischio di sviluppare un tumore al polmone. Inoltre dalla misurazione delle polveri sottili, l'Italia è risultata essere tra i paesi europei più inquinati.

Svolto su oltre 300.000 persone residenti in 9 paesi europei, lo studio è il primo lavoro sulla relazione tra inquinamento atmosferico e tumori al polmone che interessa un numero così elevato di persone, sottolinea l'Istituto nazionale dei tumori, con un'area geografica di tale estensione e un rigoroso metodo per la misurazione dell'inquinamento. E' stato misurato in particolare l'inquinamento dovuto alle polveri sottili tossiche presenti nell'aria (particolato Pm 10 e Pm 2,5) dovute in gran parte alle emissioni di motori a scoppio, impianti di riscaldamento, attività industriali.

Lo studio ha permesso di concludere che, per ogni incremento di 10 microgrammi di Pm 10 per metro cubo presenti nell'aria, il rischio di tumore al polmone aumenta di circa il 22%. Tale percentuale sale al 51% per una particolare tipologia di tumore, l'adenocarcinoma, l'unico tumore che si sviluppa in un significativo numero di non fumatori. Inoltre si è visto che se nell'arco del periodo di osservazione un individuo non si è mai spostato dal luogo di residenza iniziale, dove si è registrato l'elevato tasso di inquinamento, il rischio di tumore al polmone raddoppia e triplica quello di adenocarcinoma.

Le attuali normative della Comunità europea in vigore dal 2010 stabiliscono che il particolato presente nell'aria deve mantenersi al di sotto dei 40 microgrammi per metro cubo per i Pm 10 e al di sotto dei 20 microgrammi per i Pm 2,5. Questo studio, tuttavia, sottolinea l'Istituto nazionale dei tumori, dimostra che anche rimanendo al di sotto di questi limiti, non si esclude del tutto il rischio di tumore al polmone, essendo l'effetto presente anche al di sotto di tali valori.

Il lavoro ha riguardato persone di età compresa tra i 43 e i 73 anni, uomini e donne provenienti da: Svezia, Norvegia, Danimarca, Olanda, Regno Unito, Austria, Spagna, Grecia e Italia. In Italia le città interessate dal monitoraggio sono state Torino, Roma, Varese. Le persone sono state reclutate negli anni Novanta e sono state osservate per un periodo di circa 13 anni successivi al reclutamento, registrando per ciascuno gli spostamenti dal luogo di residenza iniziale. Del campione monitorato hanno sviluppato un cancro al polmone 2.095 individui. (Ansa)

sabato 1 giugno 2013

ALCUNI RIMEDI NATURALI PER L'ORTO

In questo modo si risparmia (i pesticidi pesano, oltre che sulla nostra salute anche sul nostro portafogli), guadagnando salute!

Decotto di bucce di cipolla
Si usa contro gli acari e le malattie fungine come, ad esempio, la peronospora che può colpire pomodori e patate in periodi molto piovosi. Si prepara con 25-50 grammi di bucce e foglie verdi lasciate in infusione per 4-7 giorni in 1 litro d’acqua.

Decotto di equiseto selvatico
Indi cato per accrescere la resi stenza delle pi ante contro le malattie fungine.
Si prepara ammollando per 24 ore 1 chilo di equiseto selvatico o coda cavallina (Equi setum arvense) fresco o 150 grammi di piante secche in 10 litri d’acqua. Il giorno dopo si fa bollire il tutto a fuoco lento per circa mezz’ora, si lascia raffreddare e infine si filtra. Prima di spruzzarlo, il decotto va diluito in acqua, in proporzione 1:5.Va spruzzato quando il tempo è asciutto, i n una gi ornata di sole. L’azione preventiva di questo preparato si ottiene irrorando regolarmente le colture da primavera fino all’estate. In caso di infestazione acuta e diffusa da malattie fungine trattare per tre giorni di seguito. Macerato di orti ca e decotto di equiseto possono essere mi scelati e spruzzati insieme; si può anche aggiungere una manciata di equiseto durante la preparazione del macerato di ortica.

Estratto di pomodoro
Si usa per tenere lontane le cavolaie dai cavoli.
Si prepara con due manciate di foglie e di femminelle (getti giovani). Il materiale fresco va pestato nel mortaio e lasciato in infusione per 3 ore in 2-3 litri d’ acqua. Questo estratto si versa ogni due giorni con l’annaffiatoio sulle piante di cavolo, durante l’epoca di volo delle cavolaie.

Decotto di menta
Si usa come repellente per le formiche.
Si prepara facendo bollire 500 grammi di menta in 5 li tri d’acqua per circa mezz’ora, si lascia raffreddare e infine si filtra. Va spruzzato lungo i percorsi delle formiche e sulle superfici che si intende proteggere da questi insetti.

Macerato d’ortica
Serve per rafforzare la resistenza delle piante e tenere lontani gli insetti.
Si prepara mettendo a macerare in 10 litri d’acqua un chilo di ortica fresca che può esser e sostituito da 200 grammi di orti ca secca. Il macerato fermentato deve essere diluito in un rapporto 1:10. Si può versare sul terreno, sopra le radici oppure, molto diluito, sulle foglie. Dopo circa quattro giorni si può usare il macerato non ancora maturo, che sta ancora fermentando, diluito in un rapporto di 1:50 per spruzzarlo sui germogli e sulle foglie per combattere afidi e ragni gialli.

ANTIZANZARE TOSSICI PER SISTEMA NERVOSO

ANTIZANZARE TOSSICI PER SISTEMA NERVOSO

Spray, pomate, lozioni, applicati sulla pelle creano uno scudo invisibile che impedisce alle fastidiose zanzare di pungere, ma vanno usati in modo corretto altrimenti possono dar fastidio anche a noi oltre che alla zanzara. Infatti il principale ingrediente dei repellenti contro gli insetti, il ‘DEET’ (N,N-dietil-meta-toluamide (DEET), è risultato essere tossico per il sistema nervoso di mammiferi. E’ quanto riferito sulla rivista BMC Biology da Vincent Corbel dell’Institut de Recherche pour le Developpement di Montpellier e Bruno Lapied dell’Università di Angers, in Francia. Circa 200 milioni di persone lo usano ogni anno e 8 miliardi di dosi sono state applicate negli ultimi 50 anni, rilevano gli autori dello studio. Tuttavia già in passato si era instillato il sospetto sulla sua sicurezza: si era visto che il Deet può accumularsi nei reni e forse anche nel feto. Gli esperti hanno scoperto che il Deet inattiva un enzima importantissimo per il cervello, l’acetilcolinesterasi, un enzima ‘forbice’ che taglia e inattiva i neurotrasmettitori controllandone quindi il livello di attività. “Abbiamo scoperto che il deet non è semplicemente un composto chimico modificatore del comportamento – spiega Corbel – ma è anche in grado di inibire l’attività di un enzima chiave del sistema nervoso centrale, l’acetilcolinesterasi, sia negli insetti sia nei mammiferi. Questa scoperta mette in discussione la sicurezza del deet”. E’ più che plausibile che il Deet, già altre volte messo sul banco degli imputati per sospetti sulla sua sicurezza, interferisca col nostro sistema nervoso, spiega Claudio Venturelli esperto di Entomologia Urbana e Sanitaria del Dipartimento di Sanità Pubblica di Cesena, in quanto esercita la sua azione sulle zanzare proprio mandando in tilt il sistema nervoso dell’insetto; “questo studio è dunque importante – commenta – ma non deve creare allarmismi, purché però si faccia un uso corretto dei repellenti”.

Scoperto nel 1953, il Deet resta ancora oggi il repellente più usato perché è quello che, spiega Venturelli, a una migliore azione repellente associa anche una maggiore durata d’azione. Molti altri repellenti, infatti, pur essendo altrettanto efficaci, restano efficaci per un tempo minore. In questo nuovo studio i ricercatori francesi mostrano che il Deet è in grado di interferire con il principale enzima del sistema nervoso, l’acetilcolinesterasi, importante per controllare la funzione sinaptica, cioé la comunicazione tra neuroni. Non è sorprendente che ciò avvenga, spiega Ventureli, infatti il Deet funziona esercitando un’azione di ‘depistaggio’ sui ‘radar’ delle zanzare, le antennine (sensilli) con cui percepiscono la vicinanza della ‘preda’ per andare a pungerla. E questi radar sono delle strutture nervose, precisa Venturelli. Inoltre gli esperti hanno visto che il Deet interagisce con carbamati e organofosforici (componenti insetticidi) intensificando i suoi effetti negativi sul sistema nervoso. Bisogna dunque puntare a un uso scrupoloso dei repellenti, sottolinea Venturelli: “innanzitutto non fare mix di più sostanze e non usare repellenti e insetticidi insieme; poi acquistare il repellente giusto leggendo l’etichetta e tenendo conto che l’Accademia Americana di Pedatria raccomanda l’uso di repellente a concentrazione minima di Deet (7%) su bambini sotto i 12 anni. Poi non dobbiamo farci ingannare da diciture come ‘tutto naturale’, anche questi repellenti potrebbero contenere Deet”.

Oggi ci sono sostanze di nuova generazione, conclude Venturelli, meno irritanti del Deet, come la picaridina; in ogni caso sul sito www.zanzaratigreonline.it ci sono tutte le indicazioni su quale repellente scegliere per le diverse età.

I repellenti per zanzare usati ogni giorno sono tossici, e possono causare convulsioni e danni al sistema nervoso.

(AGI) - Londra, 5 ago. - Lo rivelano i ricercatori dell'Universita' di Angers (Francia), che hanno scoperto la neurotossicita' di queste sostanze usate da decenni nei repellenti per insetti. La scoperta e' stata pubblicata sulla rivista BioMed Central Biology. A essere piu' a rischio sono le donne e i bambini, che dovrebbero evitare l'uso di questa sostanza. "Anche se gli esperimenti sono stati svolti su animali, i loro risultati possono essere applicati anche all'uomo", hanno detto i ricercatori. Sotto accusa e' il DEET (dietiltoluamide), considerato il repellente per insetti piu' comune ed efficace. "Questa sostanza, usata da decenni, blocca l'azione di un enzima del sistema nervoso", hanno spiegato i ricercatori. "Questo blocco potrebbe potenzialmente causare convulsioni".

Inoltre, lo studio dei 2 scienziati transalpini afferma come il DEET possa combinarsi con altri componenti degli insetticidi, aumentando i suoi effetti negativi.

I ricercatori mettono quindi in guardia i piu' vulnerabili, bambini e donne incinte, dall'uso della sostanza, che in ogni caso "non dovrebbe essere applicata per piu' di tre volte al giorno". Un portavoce della SC Johnson, produttore dei repellenti Autan, ha commentato: "Il DEET e' stato usato per 50 anni milardi di volte. Per la nostra compagnia, niente e' piu' importante che la sicurezza dei consumatori".


fonte:http://irpinianelmondo.wordpress.com/2009/08/06/medicina-e-salute-attenzione-antizanzare-tossici-per-sistema-nervoso/

venerdì 17 maggio 2013

Teflon cancerogeno? 10 alternative alle comuni padelle e pentole antiaderenti

Come tutti noi già sappiamo, le comuni padelle antiaderenti presentano un rivestimento in teflon, materiale sempre più spesso posto sotto accusa per la propria potenziale nocività nei confronti della nostra salute.

Ciò che rende il rivestimento in teflon delle padelle potenzialmente pericoloso è il suo contenuto di PFOA (acido perfluorottanico). Si tratta di un emulsionante utilizzato proprio nella produzione del teflon, in merito al quale alcune ditte produttrici sostengono che esso possa scomparire nel corso del processo di lavorazione del rivestimento antiaderente, per via delle elevate temperature che possono essere raggiunteì nel corso dello stesso.

A porre in dubbio simili affermazioni intervengono alcuni studi effettuati negli Stati Uniti presso la University of Exeter e pubblicati sulle pagine della rivista scientifica Environmental Health Perspectives, in base ai quali è stato dimostrato come elevati livelli di tale sostanza all'interno del sangue possano essere in grado di favorire patologie che coinvolgono la tiroide, con particolare riferimento alle donne.

Il PFOA è stato dichiarato nel 2006 da parte della statunitense Environmental Protection Agency come un componente potenzialmente cancerogeno, presente, anche se a bassi livelli, nella quasi totalità della popolazione statunitense come residuo nel sangue. Il suo impiego a livello industriale potrebbe essere vietato a partire dal 2015, almeno negli Stati Uniti. Il teflon ad elevate temperature non genererebbe soltanto PFOA, ma anche un'ulteriore sostanza considerata cancerogena (nei topi), il tetrafluoroetilene.

Quali pentole e padelle preferire dunque per porsi al riparo da eventuali rischi per la salute? Per cucinare in maniera ecologica e salutare non dimenticate inoltre di consultare la nostra guida in proposito. Ecco infine alcuni suggerimenti sulla scelta di pentole e padelle alternative da utilizzare in cucina.

1) Titanio
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Il titanio è un materiale naturalmente antiaderente. Pentole e padelle realizzate con il suo impiego non necessitano dunque di alcun rivestimento in teflon. Si tratta di un materiale duro, resistente, che può essere utilizzato con sicurezza anche nel caso ci si avvicini alle pentole o alle padelle con la lama di un coltello da cucina. Questo aspetto rende le pentole e le padelle in titanio praticamente indistruttibili e particolarmente durevoli nel tempo. Non doverle sostituire dopo pochi anni garantirà un certo risparmio economico, anche a fronte di un costo iniziale che potrebbe apparire elevato.

2) Terracotta vetrificata
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Le pentole in terracotta possiedono la capacità d garantire una cottura uniforme ed a temperatura costante per qualsiasi tipo di alimento, mantenendo intatti i sapori e permettendo inoltre di contenere l'impiego di grassi. Si tratta di pentole resistenti che permettono di cuocere il cibo a temperature non eccessivamente elevate e che sono in grado di offrire antiaderenza completa, soprattutto se inumidite con dell'acqua prima di procedere alla cottura. Per effettuare acquisti mirati e sicuri sarebbe bene rivolgersi a produttori che ne garantiscano l'ecocompatibilità e che non impieghino sostanze estranee nella loro fabbricazione. La terracotta più sicura ha subito un processo di vetrificazione e non contiene metalli pesanti o sostanze tossiche.

3) Ceramica atossica
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Il tipico rivestimento in teflon delle padelle è stato sostituito in anni recenti da un rivestimento in ceramica, spesso pubblicizzato come ecologico e salutare. Nell'acquisto di padelle con rivestimento in ceramica bisognerà comunque porre una certa attenzione, in quanto nella loro produzione potrebbero essere impiegate sostanze inquinanti o smalti non completamente atossici. Per questo motivo sarebbe meglio rivolgersi negli acquisti ad aziende che garantiscano l'ecocompatibilità e la salubrità dei materiali utilizzati.

4) Vetro Pirex
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Sono considerate le pentole più sicure dal punto di vista della salute e vengono di frequente consigliate a chi soffre di allergia al nikel o a chi desidera evitare che le stoviglie utilizzate in cucina possano contenere metalli pesanti, come cromo e cobalto. Si tratta di pentole purtroppo non adatte alla cottura su fornelli, ma da utilizzare esclusivamente in forno.

5) Ferro
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Pentole e padelle in ferro sono naturalmente antiaderenti e possono essere in grado di sopportare le temperature più elevate. Presentano purtroppo l'inconveniente di poter essere soggette alla ruggine nel caso vengano lavate con acqua. La loro detersione dovrebbe avvenire utilizzando un panno appena inumidito. subito dopo le pentole o padelle in ferro dovranno essere asciugate alla perfezione prima di essere ritirate.

6) Pietra ollare
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Con la pietra ollare vengono realizzate pentole adatte ad una cottura lenta degli alimenti ed in grado di riscaldarsi mantenendo costante la loro temperatura. La capacità antiaderente della pietra ollare è naturale. Inoltre essa non rilascia sostanze tossiche di alcun tipo. Le pentole in pietra ollare richiedono un certo tempo di riscaldamento per raggiungere la temperatura di cottura ideale e sono particolarmente adatte alla cottura di minestroni e zuppe.

7) Acciaio inox
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L'acciaio inossidabile è un materiale particolarmente resistente, adatto pressoché ad ogni tipo di cottura, ponendo attenzione a mescolare di frequente gli alimenti e ad aggiungere una piccola parte di acqua e di olio durante la cottura delle verdure per la preparazione di stufati in modo che esse non rischino di attaccarsi al fondo.

8) Alluminio
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Pentole e padelle in alluminio prive di rivestimento in teflon possono considerarsi davvero sicure? Sono sempre più frequenti i dubbi del mondo scientifico nei confronti dell'alluminio, i cui residui all'interno del cibo potrebbero rivelarsi dannosi per il nostro sistema nervoso. Particolarmente nocivo potrebbe essere il contatto tra alluminio e sostanze acide o ricche di sale. Attenzione dunque anche ai contenitori o alle pellicole in alluminio utilizzati per la conservazione dei cibi. I sali d'alluminio che si sprigionano durante la cottura potrebbero essere potenzialmente tossici per la salute. Chi finora ha utilizzato pentole e padelle in alluminio nel tentativo di evitare il teflon potrebbe essere andato incontro inconsapevolmente a rischi per la salute. Sarebbe opportuno sostituire le proprie stoviglie in alluminio con pentole e padelle in acciaio inox, ancora meglio se dal fondo spesso, per una cottura migliore e che eviti al cibo di attaccarsi al fondo.

9) Rame stagnato


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Le pentole di rame sono adatte ad essere utilizzate per ogni tipo di cottura purché contengano anche un parte di stagno. Si dovrà dunque andare alla ricerca di pentole in rame stagnato che impediscano che nel corso della cottura si verifichi un processo di ossidazione che può condurre alla formazione di sostanze tossiche e di una patina di ossido di rame che dovrà essere sempre rimossa nel caso si utilizzino pentole in rame non stagnato. Le pentole in rame, anche se protette da un rivestimento in stagno, dovrebbero sempre essere utilizzate con la massima attenzione, poiché tale rivestimento protettivo potrebbe facilmente rovinarsi a causa di calore eccessivo o scheggiarsi a contatto con alcuni utensili da cucina.

10) Ghisa smaltata
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Le pentole in ghisa possono essere considerate sicure se rivestite da uno strato smaltato privo di sostanze tossiche. Saranno le case produttrici a dover fornire delle garanzie ai propri clienti in merito ad un simile aspetto fondamentale. Pentole, casseruole e tegami in ghisa smaltata possono essere utilizzati per la cottura in forno, su fornello a gas, ad induzione e persino sul barbecue, oltre a poter essere riposti senza problemi in frigorifero.
http://greenme.it/mangiare/cucina/8569-tef...rnative-padelle

Melanzane al forno.


Ingredienti :
2 Melanzane
1/2 cipolla
1 scalogno
Sugo di pomodoro a piacere
Olio EVO
Maggiorana
Acqua
Sale q.b.

Procedimento :
Tagliare in due le melanzane e svuotarle con l'aiuto di un coltello ed un cucchiaio.
Ridurre a dadini la parte interna.
Ponete dell' acqua a bollire e metteteci la parte esterna delle melanzane ad ammorbidire per qualche minuto, una volta morbidi allora spegnete il fuoco e ritirateli dall' acqua.
Tagliamo finemente la cipolla e lo scalogno e facciamogli soffriggere in padella, inclinandola sul fuoco a raccogliere il tutto ad un lato, in modo tale da ottenere una sorta di frittura e non di soffritto.
Quando cipolla e scalogno cominceranno sprigionare il loro profumo allora aggiungeteci il ripieno delle melanzane.
Pian pianino l'acqua evaporerá, aggiungiamone mezzo bicchiere per evitare che si attacchi al fondo assieme a del sugo di pomodoro.
Quando avrà raggiunto una buona consistenza allora spegnete, aggiungete la maggiorana, mescolate il tutto e cominciate a riempire le melanzane. Ponete in una terrina o in una pirofila e infornate a 180 gradi per circa 20 minuti e 5 minuti con il forno in modalità GRILL.
Buon appetito.

Vegan Kebab


Ingredienti :
Seitan*
Pane arabo
Pomodori
Insalata
Cipolla
Maionese vegan**
Ketchup
Patatine fritte (opzionali)
Olio Evo

Spezie*** :
paprika dolce
cumino
pepe nero in polvere
aglio essiccato
basilico essiccato
cipolla essiccata
senape in polvere

Tagliare il seitan a rondelle sottilissime e farlo marinare in una ciotola per almeno un ora con una tazzina da caffè di olio EVO e le spezie, rigirate di tanto in tanto.
Le dosi delle spezie vanno un pochino a gusti, eventualmente in commercio esiste una miscela già pronta e la si può acquistare al supermercato, controllate nel reparto.
Una volta marinato il Seitan, preparare il Kebab mettendone una quantità a piacere all’ interno e richiudete in carta stagnola facendo scaldare in forno qualche minuto. Aggiungete successivamente pomodoro a spicchi, cipolla a rondelle, insalata, patatine fritte se ne volete, ketchup e maionese.
Ragazzi vi garantisco che è davvero buonissimo e cosa più importante, cruety free!
Buon Appetito!

* Seitan
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=285397548261612&set=a.237077256426975.61899.207755539359147&type=1&theater

** Maionese Vegan
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Foto: Vegan Kebab

Ingredienti :
Seitan*
Pane arabo
Pomodori
Insalata
Cipolla
Maionese vegan**
Ketchup
Patatine fritte (opzionali)
Olio Evo

Spezie*** :
paprika dolce
cumino
pepe nero in polvere
aglio essiccato
basilico essiccato
cipolla essiccata
senape in polvere

Tagliare il seitan a rondelle sottilissime e farlo marinare in una ciotola per almeno un ora con una tazzina da caffè di olio EVO e le spezie, rigirate di tanto in tanto.
Le dosi delle spezie vanno un pochino a gusti, eventualmente in commercio esiste una miscela già pronta e la si può acquistare al supermercato, controllate nel reparto.
Una volta marinato il Seitan, preparare il Kebab mettendone una quantità a piacere all’ interno e richiudete in carta stagnola facendo scaldare in forno qualche minuto. Aggiungete successivamente pomodoro a spicchi, cipolla a rondelle, insalata, patatine fritte se ne volete, ketchup e maionese.
Ragazzi vi garantisco che è davvero buonissimo e cosa più importante, cruety free!
Buon Appetito!

* Seitan
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** Maionese Vegan
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COUSCOUS VEGAN


INGREDIENTI PER SEI PERSONE:

1/2 Kg. di couscous precotto
1 pezzo di zucca rossa (4/5 etti)
4/5 carote
1 cavolo verza
4/5 patate
4/5 cipolle
5/6 etti di peperoni friggitelli
5/6 etti di ceci in scatola
concentrato di pomodoro
olio e.v.o.
cumino
carvi
curcuma
coriandolo
spezie per couscous
dado vegetale
paprika dolce
salsa harissa (è una salsa di peperoncino piccante)
sale/pepe q.b.

PROCEDIMENTO :

mettere il couscous in un recipiente e irrorarlo con tre bicchieri di acqua tiepida salata sciogliendo un cucchiaio di curcuma. Girarlo sovente.

Fare un soffritto classico, aggiungere i ceci, 2 cucchiai di concentrato di pomodoro, 2 cucchiai di paprika dolce e coprirli con brodo vegetale. Durante la cottura controllare sempre che i ceci siano coperti dal brodo, eventualmente salare e aggiungere acqua fino a cottura ultimata.

Friggere i friggiteli in olio bollente, salarli e metterli da parte.

In un tegame medio ma largo fare il solito soffritto deponendo tutte le verdure tagliate a pezzi, aggiungere brodo vegetale, 1 cucchiaio di spezie per couscous, 1 di cumino in polvere, 1 di carvi e coriandolo macinati insieme e 1 cucchiaio di paprika dolce, coprire e lasciare cuocere, salare e controllare ogni tanto, a fine cottura spegnere.

Riscaldare la pentola con i ceci e sovrapporre un colapasta riempito con il couscous (deve cuocere con il vapore) e coprire. Arginare il bordo della pentola con carta stagnola al fine di creare una guarnizione per concentrare il vapore nel colapasta. Ogni tanto irrorare il couscous con il brodo dei ceci (avere l’accortezza con l’aiuto del manico di un cucchiaio di legno di fare dei fori nel couscous per fare passare il vapore) dopo circa ½ ora quando il couscous è bello gonfio spegnere e servire tutto caldo con i pezzi di verdura, i ceci e 2 o 3 friggitelli, a piacere aggiungere la salsa piccante.
Esiste in commercio il recipiente adatto di nome couscoussiera che è una pentola alta con il colapasta che si adatta perfettamente alla circonferenza della pentola.

Link Couscoussiera
http://diariodicucina.myblog.it/media/00/00/1064348179.jpg

BUON APPETITO!
Foto: COUSCOUS VEGAN

INGREDIENTI PER SEI PERSONE:

1/2 Kg. di couscous precotto
1 pezzo di zucca rossa (4/5 etti)
4/5 carote
1 cavolo verza
4/5 patate
4/5 cipolle
5/6 etti di peperoni friggitelli
5/6 etti di ceci in scatola
concentrato di pomodoro
olio e.v.o.
cumino
carvi
curcuma
coriandolo
spezie per couscous
dado vegetale
paprika dolce
salsa harissa (è una salsa di peperoncino piccante)
sale/pepe q.b.

PROCEDIMENTO :

mettere il couscous in un recipiente e irrorarlo con tre bicchieri di acqua tiepida salata sciogliendo un cucchiaio di curcuma. Girarlo sovente.

Fare un soffritto classico, aggiungere i ceci, 2 cucchiai di concentrato di pomodoro, 2 cucchiai di paprika dolce e coprirli con brodo vegetale. Durante la cottura controllare sempre che i ceci siano coperti dal brodo, eventualmente salare e  aggiungere acqua fino a cottura ultimata.

Friggere i friggiteli in olio bollente, salarli  e metterli da parte.

In un tegame medio ma largo fare il solito soffritto deponendo tutte le verdure tagliate a pezzi, aggiungere brodo vegetale, 1 cucchiaio di spezie per couscous, 1 di cumino in polvere, 1 di carvi e coriandolo macinati insieme e 1 cucchiaio di paprika dolce, coprire e lasciare cuocere, salare e controllare ogni tanto, a fine cottura spegnere.

Riscaldare la pentola con i ceci e sovrapporre un colapasta riempito con il couscous (deve cuocere con il vapore) e coprire. Arginare il bordo della pentola con carta stagnola al fine di creare una guarnizione per concentrare il vapore nel colapasta. Ogni tanto irrorare il couscous con il brodo dei ceci (avere l’accortezza con l’aiuto del manico di un cucchiaio di legno di fare dei fori nel couscous per fare passare il vapore) dopo circa ½ ora quando il couscous è bello gonfio spegnere e servire tutto caldo con i pezzi di verdura, i ceci e 2 o 3 friggitelli, a piacere aggiungere la salsa piccante.
Esiste in commercio il recipiente adatto di nome couscoussiera che è una pentola alta con il colapasta che si adatta perfettamente alla circonferenza della pentola.

Link Couscoussiera
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BUON APPETITO!
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