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venerdì 15 febbraio 2013

la canapa anti colesterolo


Da studi più recenti su esseri umani , è risultato che la somministrazione dell‘olio di semi di canapa:

Abbassa i livelli ematici di colesterolo non HDL.
Abbassa i livelli ematici dei trigliceridi.
Diminuisce il grado di aggregazione piastrinica.
E cardioprotettiva dopo un danno al miocardio.
L’olio di canapa contiene componenti attivi come gli acidi grassi essenziali omega-3 e 6 che sono costituenti importanti ed essenziali delle membrane delle cellule che rivestono le pareti dei vasi sanguigni ed hanno il ruolo di mantenere la corretta funzionalità cellulare.
TOFU DI CANAPA Ingredienti: ♥ 100 gr di semi di canapa ♥ 1700 ml di acqua ♥ 1 cucchiaio e mezzo di nigari (o succo di limone) ♥ 300 ml di acqua (per sciogliere il nigari) Tempo di preparazione 12-24 ore Procedimento: mettere in ammollo i semi di canapa per 2 ore. Sciacquateli e frullateli, per 1,5-2 minuti, con 1300 ml di acqua fredda.Sciogliete intanto il cucchiaio e mezzo di nigari con 300 ml di acqua tiepida. Versate il nigari precedentemente sciolto nell’acqua dentro al composto. Modulatelo in 3 momenti mescolando piano con un mestolo di legno.Coprite e lasciate riposare per 15 minuti, prendete un panno umido posizionatelo all’ interno di un colino e versate il liquido. Lasciate scolare bene e inserite la cagliata avvolta nella panno nella forma per il tofu (se questa non ce l’avete potete usare il colino e un piatto ) con sopra un peso.A seconda della consistenza che si vuole ottenere si lascia con il peso fino a 24 ore in frigo. Il residuo dei semi (okara di canapa), non buttatelo ma riutilizzatelo per altre ricette, aggiungetelo alla farina per fare il pane, alle torte salate e come la vostra fantasia vi suggerisce!!!!

VITAMINA D – ALTRO CHE VACCINI

DAL MOMENTO CHE ESISTE UNA SOSTANZA CAPACE DI PREVENIRE L’INFLUENZA MOLTO PIU’ EFFICACEMENTE DEI VACCINI

tutti noi saremmo portati a pensare che gli scienziati avrebbero fatto di tutto per pubblicizzarla, giusto? In fin dei conti il nocciolo della questione non dovrebbe essere quello di proteggere bambini e adulti dalla influenza?Uno studio clinico condotto dal dottor Mitsuyoshi Urashima presso la Divisione di Epidemiologia Molecolare nel Dipartimento di Pediatria presso la Università di Medicina di Minato-ku a Tokyo, ha rilevato che la vitamina D sia estremamente efficace nel prevenire la comune influenza nei bambini. Lo studio è stato pubblicato nel marzo 2010 dal Journal of Clinical Nutrition.Si è trattato di un esperimento randomizzato su due gruppi il quale ha coinvolto 334 bambini, a metà dei quali sono stati somministrati 1.200 IU al giorno di vitamina D3, e alla altra metà un semplice placebo. Tale rigoroso studio è stato svolto seguendo scrupolosamente tutti gli standard scientifici più rigidi. I risultati hanno detto che mentre 31 dei 167 bambini facenti parte del gruppo “placebo” hanno contratto la influenza durante i quattro mesi nei quali è proseguito lo studio, solo 18 dei 168 bambini del gruppo “vitamina D” la ha contratta. Questo significa che la vitamina D è stata responsabile di una riduzione assoluta di quasi l’8 per cento.I vaccini antinfluenzali – secondo i più recenti dati scientifici – ottengono un 1 per cento di riduzione dei sintomi dell’influenza.Ciò significa che la vitamina D sembra essere 800 volte più efficace rispetto ai vaccini per prevenire le infezioni influenzali nei bambini.Per sostenere ulteriormente questi dati, sarebbe stato necessario effettuare un ulteriore studio clinico attraverso il quale porre a confronto diretto i supplementi di vitamina D con i vaccini antinfluenzali, attraverso una sperimentazione su un totale di quattro gruppi di individui:
Gruppo # 1 dovrebbe ricevere un placebo di vitamina D
Gruppo # 2 dovrebbe ricevere vitamina D (2.000 IU al giorno)
Gruppo # 3 dovrebbe ricevere una iniezione di vaccino antinfluenzale
Gruppo # 4 dovrebbe ricevere una iniezione placebo
Purtroppo un simile esperimento non potrà mai essere ufficialmente realizzato perché gli spacciatori di vaccini sanno bene che proverebbe in maniera definitiva la inutilità dei loro vaccini.Tornando allo studio, un altro affascinante risultato è che per quei bambini ai quali in passato – prima dell’esperimento – era già stata somministrata vitamina D da parte dei genitori, i risultati si sono rivelati ancora migliori, in quanto in tali soggetti la vitamina D ha ridotto il rischio di influenza di quasi due terzi.In altre parole, più di sei bambini su dieci che normalmente avrebbero contratto la influenza sono risultati protetti dalla vitamina D.Lo studio ha anche evidenziato come la vitamina D abbia fortemente represso i sintomi da asma bronchiale. Su 12 bambini con precedenti diagnosi di asma, nel gruppo “vitamina D”, solo 2 hanno manifestato tali sintomi.Sebbene questo sottoinsieme sia di dimensione piuttosto contenuta, è apparso assolutamente chiaro che la vitamina D prevenga gli attacchi di asma nei bambini, e tutto ciò si dimostra del tutto coerente con la prova antinfluenzale.

GLI SPACCIATORI DI VACCINI NON SONO VERI SCIENZIATI

Ora, dal momento che la vitamina D3 ha denotato un effetto così potente nel prevenire l’influenza – 800 volte più efficace dei vaccini – i medici e le autorità sanitarie non dovrebbero darsi da fare prescrivendo la assunzione di vitamina D prima che abbia inizio la “stagione influenzale”?Nonostante la vitamina D abbia offerto una indiscutibile protezione contro tutte le infezioni influenzali, costoro ancora non la consigliano.Perché? Perché non credono nel nutrizionismo! Esso infatti si pone in contrasto con la loro agenda informativa sanitaria, la quale afferma che i nutrienti sono per lo più inutili, mentre solo i farmaci possiederebbero reali funzioni curative.Si potrebbero pubblicare un centinaio di studi atti a dimostrare come la vitamina D sia molte volte più efficace dei vaccini, eppure ancora non la raccomandano.Sono promotori del dogma medico piuttosto che di soluzioni reali per aiutare i pazienti. Ma questa è la storia della scienza: un sacco di persone apparentemente “intelligenti” che commettono errori marchiani su base regolare. Il che ricorda un pò i progressi della scienza: una nuova idea contesta un vecchio assunto, e dopo che tutti i difensori del vecchio assunto (sbagliato) muoiono, ecco che viene accettato il nuovo assunto, il tutto su basi per lo più dogmatiche.Tale atteggiamento si riflette in una citazione del Dr. John Oxford, professore di virologia al Queen Mary School of Medicine di Londra, la cui reazione allo studio descritto in questo articolo è stata:Avete notato le sue osservazioni conclusive? Non ha nemmeno preso in considerazione l’idea che la vitamina D possa sostituire i vaccini. Piuttosto, afferma che la vitamina D abbia valore solo se somministrata congiuntamente ai vaccini!Questo ostracismo “dogmatico” è riscontrabile anche in campo oncologico in merito alle erbe anti-cancro e ad altre sostanze nutritive. Ogni volta che si riscontra una reale utilità di tali sostanze anti-business, ecco che certa stampa afferma cose come: “Beh, questa sostanza potrebbe essere utile se somministrata al paziente dopo la chemioterapia …” ma mai in sostituzione della chemio, ovviamente.Molti medici tradizionali e scienziati medici sono semplicemente incapaci di pensare al di fuori del box molto ristretto in cui i loro cervelli sono stati spinti dopo anni di de-formazione presso le scuole di medicina. Quando hanno a che fare con elementi contrari a ciò che è stato loro insegnato, essi stupidamente finiscono per respingerli.
RIVISTE MEDICHE: CUSTODI DELLA IGNORANZA

Gran parte delle riviste mediche non funzionano come amplificatori di verità scientifiche, ma come difensori del dogma pseudoscientifico. Per essere pubblicato un testo – nella gran parte di tali riviste – il tema trattato deve soddisfare le aspettative e le credenze tanto del giornale quanto dello editore. Così, il progresso della conoscenza scientifica in ogni giornale si limita a rispecchiare le attuali convinzioni di un singolo individuo: il direttore di quel giornale.Quasi tutte le ricerche pionieristiche che abbiano sfidato lo status quo sono state respinte. Solo ai documenti che confermassero le convinzioni di redazione della rivista è stata regolarmente concessa la pubblicazione. Questa è una delle ragioni per cui la scienza medica, in particolare, avanza così lentamente.Gli studi che hanno dimostrato che la vitamina D sia più efficace rispetto ai vaccini hanno visto raramente la luce del giorno nella comunità scientifica. Ciò avvalora l’opera del Journal of Clinical Nutrition, il quale ha accettato la pubblicazione di questo documento da parte Mitsuyoshi Urashima. La maggior parte delle riviste mediche non avrebbero osato pubblicarlo proprio perché mette in discussione lo status quo relativo a vaccini ed influenza.Vedete, le riviste mediche sono in gran parte finanziate dalla industria farmaceutica. E Big Pharma non vuole accordare alcuna credibilità agli studi sulle vitamine, indipendentemente dal loro valore scientifico. Anche se la somministrazione di vitamina D potrebbe comportare un risparmio di miliardi di dollari in America, e ridurre i costi di assistenza domiciliare, nessuno vuole concedere supporto scientifico alla vitamina D dal momento che alle aziende farmaceutiche non sarebbe concesso di brevettare una vitamina. Essa è inoltre facilmente accessibile al costo di pochi centesimi.Con il tempo la vitamina D sarà riconosciuta come superiore ai vaccini nel contrastare la influenza stagionale, ma per adesso dobbiamo sorbirci la sciocca propaganda di un settore che ha abbandonato la scienza, per adorare aghi e provette.
http://ilfattaccio.org/2012/10/03/vitamina...-che-vaccini-2/

venerdì 1 febbraio 2013

I 10 ingredienti più tossici presenti nel settore alimentare


I 10 ingredienti più tossici presenti nel settore alimentare sono
Sodio benzoato (E211)
Questo assassino furtivo si trova in quasi tutti i vasi e bottiglie, come condimento per l’insalata, sottaceti, salse, maionese, quasi tutte le bevande analcoliche e succhi di frutta, e anche in prodotti alimentari etichettati come “naturali”. Secondo uno studio del professor Peter Piper, del dipartimento di biologia molecolare e biotecnologie dell’Università di Sheffield, il sodio benzoato testato su cellule vive di lieviti distrugge aree del DNA nelle stazioni energetiche cellulari, i mitocondri.
Olio di canola
Questo olio è di derivazione vegetale ed è presente in più del 30% di tutti i prodotti. Olio di canola è in realtà una selezione dell’olio di colza e può causare enfisema e insufficienza respiratoria, che alla fine portano al cancro. L’olio di colza è inadatto all’uso alimentare a causa dell’alta concentrazione di acido erucico, che per la sua tossicità è fortemente limitato per legge, con un limite massimo tollerato del 5% nei grassi alimentari (legge comunitaria in vigore dal 1º luglio 1979, Direttiva 76/621/CEE, del 20 luglio 1976). Essendo però un olio estremamente economico, in Italia è attualmente utilizzato dalla ristorazione commerciale.
Glutammato monosodico (MSG)
La FDA permette 20 “pseudo” nomi per esso, tra cui estratto di lievito Ajinomoto autolyzed, Vetsin, MSG, gelatina, caseinato di calcio, proteina vegetale idrolizzata (HVP), proteina testurizzata, glutammato monopotassico, idrolizzato pianta Poteina (PHP) Estratto di lievito, acido glutammico, caseinato di sodio, lievito, proteine ​​vegetali idrolizzate, Senomyx, carragenina, aromi naturali, esaltatore di sapidità, o il numero E620, E621, E622, E623, E624, E625, E627, E631, o E635 per citarne alcuni. Solo perché un prodotto dice “No MSG” non significa che non c’è! Approfondire qui.
Sodio nitrato e nitrito di sodio (nitrosammine)
E ‘usato per fertilizzanti, esplosivi, e come solvente nell’industria della pulizia a secco. Questo ingrediente mantiene le molecole di emoglobina nel sangue di trasportare l’ossigeno ai tessuti del corpo. E ‘considerato un “super-sale” (come glutammato monosodico) aggiunto a cose come hot dog, salsicce e pancetta per aumentare la durata di conservazione, colore e sapore.
Il nitrito di sodio è usato principalmente come conservante alimentare e fissativo del colore nei prodotti a base di carne. Spesso usati in combinazione con altri sali noti nella vulcanizzazione: sali di sodio nitrito e nitrato e potassio (E249). Il suo uso impedisce intossicazione batterica, specialmente botulismo.
Gli studi da parte delle autorità sanitarie degli Stati Uniti alla fine del 1970 hanno dimostrato che l’uso di nitrito di sodio come additivo alimentare provoca il cancro .
Margarina
Il corpo non può integrare gli acidi grassi trans nelle membrane, causando strutture deformative cellulari. Ricchissima di grassi vegetali idrogenati che accelerano l’invecchiamento e degenerano i tessuti.
Antischiuma
(Dimethylpolysiloxane) è una sostanza chimica industriale utilizzata in stucchi e sigillanti. Questo componente è usato soprattutto in fast food bocconcini di pollo e uova. Un derivato del petrolio, viene utilizzato come stabilizzatore in profumi, resine, vernici e prodotti chimici collegato ai tumori gastrici e danni al DNA.
Antiagglomeranti
I prodotti chimici che assorbono l’umidità. Questi vengono aggiunti al sale da tavola prodotti e alimenti in polvere. Essi sono spesso composti di fosfato, carbonato, silicato e ossido di composti contenenti alluminio. L’ alluminio è collegato alla malattia di Alzheimer ed è utilizzato anche nel vaccino contro l’influenza.
Colori artificiali
Petrolchimica olio sintetico, antigelo e ammoniaca. E’ vietato nei cosmetici, ma ancora consentito negli alimenti. Indebolisce il sistema immunitario. Causa di tumori della vescica e testicoli.
Emulsionanti
Carragenina, polisorbato 80 e oli vegetali bromurati (OLS). Di solito si trova nel latte al cioccolato, formaggio, gelato, latte in polvere e gelatina. La BVO rimane per anni nel corpo. Polisorbato 80 è anche in molti vaccini.
Dolcificanti artificiali
Aspartame, acesulfame K, sucralosio, sorbitolo, Truvia, e, naturalmente, saccarina. A causa del suo gusto dolce, questi dolcificanti chimici ingannano il corpo e producono dipendenza per lunghi periodi di tempo. 
Consigliamo di acquistare consapevolmente, di alimentarsi possibilmente in modo naturale e magari di produrre più alimenti con le nostre mani.

giovedì 31 gennaio 2013

Detersivo per piatti, la ricetta per farlo in casa


Riporto una ricetta di Piera Maltese, che ringrazio vivamente per aver condiviso con tutti noi!
Come potete vedere è del tutto naturale, semplice da preparare, biodegradabile e senza alcuna possibile ripercussione sulla salute. Vado subito a prepararla!
DETERSIVO PIATTI A MANO E IN LAVASTOVIGLIE
3 limoni
400 ml. di acqua
200 gr. di sale
100 ml. di aceto bianco
Non confondete i grammi con i millilitri.
Tagliare i limoni in 4 – 5 pezzi togliendo solo i semi e mantenendo la buccia.
Frullarli con un mixer insieme ad un po’ di acqua e il sale.
Mettere la poltiglia in una pentola, aggiungere la restante acqua e l’aceto e far bollire per circa 10 minuti mescolando affinché non attacchi.
Quando si è addensato e un po’ raffreddato mettere in un vasetto di vetro o in una bottiglia di plastica.
USO: due cucchiai da minestra per la lavastoviglie; a piacere per i piatti a mano.
Detersivo a base acida: per cui non va bene miscelarlo con detersivi basici / alcalini (detersivo piatti classico, sia chimico che ecologico). Pertanto NON USARLI INSIEME. Non succede nulla, semplicemente essendo opposti si annullano a vicenda e sparisce il potere detergente (non lavano!).
E’ efficace in lavastoviglie: tenendo conto che io non lavo mai i piatti prima di metterli nella macchina (!!!), piuttosto ripasso ciò che non è venuto bene dopo. L’efficacia migliora se come brillantante si mette l’aceto e se si puliscono regolarmente i filtri. 
Si possono perdonare alcune imperfezioni se pensiamo che ci mangiamo, dentro i piatti, e che al limite – rimanessero tracce di detersivo (e rimangono sempre) – è solo limone, aceto e sale!
Per di più non arriva ai depuratori delle acque di scarico facendo strage di microrganismi utili alla sopraccitata depurazione!!! 
N.B. Si consiglia di utilizzare per la preparazione dei detersivi – in generale – delle vecchie pentole e di adibirle solo a questo scopo.
N.B.2 Va da sè che i limoni dovrebbero essere biologici o per lo meno trattati il meno possibile.

L’Aloe vera contro l’inquinamento domestico. Tutte le piante che puliscono l’aria

Per mantenere salubre la vostra abitazione e contro l’inquinamento domestoio occorre cura e attenzione. 
Pulviscoli, batteri e funghi sono estremamente volatili e la loro quantità aumenta se l'aria della vostra casa è viziata e stantia. Basta aprire le finestre 10 minuti al giorno per rendere le quattro mura domestiche un luogo salubre e pulito: cambiando spesso aria si evitano muffe agli angoli delle pareti, e gas e micropolveri escono per far entrare aria pulita e fresca. Anche i vapori del bagno, della cucina, lavanderia, del fumo delle sigarette o incensi devono essere espulsi, affinché il vostro corpo ritrovi vitalità e benessere. 
Il momento migliore per cambiare aria è quello dopo il temporale, quando l'aria si arricchisce di ioni negativi (che influenzano il buon umore) e si purifica. 

Oltre al cambio d'aria, per tenere salubri le vostre abitazioni ci sono le care piante che accorrono sempre in nostro aiuto. 
Avere delle piante in appartamento non è solo bello, ma anche salubre: quelli che tra voi credono di avere il pollice nero, provino a prendersi cura di una pianta riflettendo sul fatto che non è solo ornamentale, ma che vi è utile e che giova alla vostra salute! 
Tornando alle nostre amiche piante, esse sono in grado di umidificare e purificare gli ambienti, poiché catturano le sostanze nocive volatili demolendole. Alcuni studi condotti dalla Nasa hanno dimostrato che alcuni tipi di piante riescono ad abbattere anidride solforosa, formaldeide, benzene, tricloroetilene, anidride solforosa, toluene e altre sostanze decisamente tossiche. 
Questo processo avviene grazie alla fotosintesi clorofilliana: di giorno le piante assumono anidride carbonica e rilasciano ossigeno. Di notte avviene l'esatto contrario, per cui vi sconsigliamo di tenerle nella camera da letto. 

Ma vediamo nel dettaglio le 10 piante anti-inquinamento domestico. 

1- Aloe vera. Pianta robustissima che richiede pochissima acqua e manutenzione. Gradisce le temperature moderate e sopporta benissimo quelle alte: tenetela in casa d'inverno, non vicino al riscaldamento, e fuori d'estate (quando le temperature esterne raggiungono i 20 gradi) ma mai al sole battente, sempre in penombra. L'Aloe assorbe formaldeide.   

2  - Chamaedorea, Kenzia. Pianta molto resistente che richiede poca acqua. È molto efficace nell'assorbimento di benzene e formaldeide.

3 – Crisantemo. Il bistrattato fiore dei morti è, in realtà, un potente assorbente di trielina e ammoniaca.

4 – Dracena Compacta. Assorbe benzene, formaldeide e tricloroetilene. 

5 – Dracena marginata. Ottima per l'assorbimento di tricloroetilene e benzene.  

6 – Edera. Assorbe benzene e tricloroetilene.

7 – Ficus beniamina, robusta, retusa. Bellissima pianta eccellente per l'assorbimento di formaldeide. Richiede molta luce e non sopporta le correnti d'aria. 

8 – Gerbera. Assorbe trielina, monossido di carbonio e benzene. In estate sta bene fuori, ma d'inverno meglio se la tenete in casa. La gerbera richiede molta luce. 

9 – Pothos (Scindapsus). Combatte le emissioni di formaldeide ed è adatta anche a luoghi poco luminosi. 

10 – Spatillo (Spatifillum). Abbatte gli effluvi negativi di solventi, alcoli, acetone, benzene e formaldeide. È una pianta che va innaffiata spesso e rilascia molta umidità.  

L' assorbente lavabile in fibra di amido di mais contro prurito e irritazioni

E’ partita la sperimentazione del nuovo assorbente lavabile da donna: il tessuto dominante è, ancora una volta la fibra di amido di mais, caratterizzante tutta la produzione, dall’intimo ai pantacollant, all’assorbente. Questo tessuto si presta molto bene anche per un momento così delicato per la donna: è infatti morbido al tatto, antibatterico naturale, traspirante, attenua i cattivi odori, non surriscalda e aiuta a prevenire fastidiose irritazioni.

Spesso infatti molte donne lamentano disturbi di vario genere (soprattutto con il caldo)irritazioni, candida, prurito intimo, imputabili anche a gli assorbenti tradizionali, costituiti per di più con rayon (fibra ottenuta dalla cellulosa attraverso un particolare processo chimico) polveri super assorbenti SAP (derivanti dal petrolio) plastica e lattice. Inoltre la parte assorbente di molti prodotti per l’igiene intima viene sbiancata con il cloroattraverso un processo che rilascia diossina, una sostanza tossica! 

Negli assorbenti H-earth non vi è nessun tipo di sostanza chimica, la fibra di amido è ecologica, non richiede pesticidi nella sua produzione e il tessuto è dermatologicamente testato presso l’Università di Parma. Ma cosa vuol dire “testato”? i tessuti vengono provati esclusivamente da persone (NON animali!), con un piccolo campioncino che tengono addosso a contatto con la pelle per una ventina di giorni. A riconferma della cosa, ci sono arrivati i nomi delle persone che hanno fatto il test. Ci teniamo a far chiarezza su questa cosa perché oltre ad un prodotto ecologico e salutare, ci sta molto a cuore che non ci sia sfruttamento/utilizzo di animali. 

La fibra di amido a contatto con la pelle, una fibra super assorbente all’interno e l’assenza di cuciture
, permettono di sentirsi sicure, comode e sempre asciutte. Il vantaggio di questo tessuto è anche un altro: gli assorbenti lavabili ad esempio in cotone, spesso dopo il lavaggio rimangono visibilmente macchiati: questo tessuto invece con il lavaggio si smacchia completamente. 
Il prodotto si presta inoltre anche per perdite urinarie. La presentazione ufficiale del prodotto, insieme alla linea di intimo classica e sportiva, sarà a Milano, 15-17 Marzo 2013 alla fiera “Fa la cosa giusta”. L’assorbente ecologico lavabile è una scelta: etica, ecologica , comoda e soprattutto salutare!

Il sambuco: l'aspirina vegetale

Frustando i cavalli come un ciuco, tra i glicini e il sambuco, il re si dileguò …”  così cantava Fabrizio De Andrè in Carlo Martello.
Sambucus è un genere appartenente alla famiglia delle Caprifoliacee che comprende specie arbustive di dimensioni medio-grandi talvolta in forma di piccolo albero. E’ una pianta originaria dell'Europa e del Caucaso; oggi è una specie ormai cosmopolita, diffusa in tutte le aree temperate dei continenti. In Italia il sambuco è presente in tutte le regioni, dalla pianura ai 1.400 metri di quota, comunissimo lungo le siepi campestri, nei boschi, presso i casolari di campagna, nonché alla periferia delle città, dove rappresenta un relitto della vegetazione spontanea.
I piccoli fiori color bianco panna, a forma di stella, sono raccolti in infiorescenze a ombrello e sbocciano nella tarda primavera e all'inizio dell'estate.  In autunno giungono a maturazione le piccole bacche lucenti dette botanicamente drupe, di color nero-violaceo,dal sapore acidulo, riunite in grappoli, e molto ricche di vitamina C.

Come la maggior parte degli alberi con bacche commestibili ampiamente diffusi in Europa, il sambuco è conosciuto e usato da tempo immemore. Gli scavi delle città lacustri spesso ne forniscono semi in abbondanza. Nelle palafitte di Annecy, che risalgono all’età del rame(2500-1800 a.C.), se ne sono trovati così tanti da ritenere che i frutti di sambuco venissero già allora raccolti per la preparazione di una bevanda o per la tintura dei tessuti. Gli ippocratici (IV sec. a. C.) attribuivano al sambuco proprietà lassative e diuretiche.
Molteplici sono gli usi delle varie parti della pianta di sambuco. Le foglie e la scorzafresca vengono impiegate per preparazioni medicinali di tipo cutaneo. I frutti sono ottimi antinfiammatori, e vengono usati per esempio per combattere le nevralgie del trigemino. I fiori si possono essiccare e si conservano poi in vasi a chiusura ermetica in modo da averli a disposizione in ogni periodo dell'anno per usarli in cucina o in farmacia. Un antico uso dei fiori essiccati consisteva nel porli nelle cassette contenenti i frutti al fine di aiutare a conservarli.  I fiori freschi sono invece ottimi nelle insalate, nelle frittate e nelle macedonie. Per preparare le frittelle, con uova e farina, si possono usare sia fiori freschi che essiccati. 

Con i frutti ben maturi si ottiene un fermentato (vino di sambuco) e si possono prepararesciroppi, gelatine e marmellate.
Antonio Targioni Tozzetti, nel suo Corso di botanica medico-farmaceutica (1847), oltre ad elencare le virtù terapeutiche del sambuco per l’uomo, scrive che “la decozione delle foglie si crede capace dai contadini di uccidere i bruci e gli insetti che rodono le piante”.
Al sambuco in passato si attribuivano poteri magici contro i demoni e le streghe. Al giorno d'oggi si dice che, piantando un sambuco presso le finestre di casa, le mosche ne verranno attratte e non entreranno all'interno. 

Nella tradizione popolare il sambuco viene chiamato "l'aspirina vegetale" per l'effetto sudorifero che provoca il suo infuso di fiori e viene usato in calde tisane per combattere il raffreddore, l'influenza e i reumatismi.

Ecco l’esempio di due ricette medicinali:
Infuso sudorifero per l'influenza e il raffreddore: Fare un infuso usando un cucchiaio da frutta di fiori secchi di sambuco e una tazza di acqua bollente. Filtrare, dolcificare con miele e bere 2 volte al giorno.
Sciroppo di sambuco lassativo: Schiacciare al setaccio 1 kg di bacche di sambuco ben mature e lasciare riposare una notte in frigorifero. Filtrare, pesare, aggiungere lo stesso peso in zucchero e far bollire mezz'ora. Imbottigliare freddo.

Detersivo fatto in casa: come fare il detersivo per lavatrice a 45 centesimi a litro


Autoprodurre detersivi naturali in casa propria è molto interessante, importante e divertente.
Per certi aspetti è anche semplice, poiché basta prendere la mano e conoscere gli ingredienti che andremo ad utilizzare: molto importante documentarsi bene prima di modificare materie prime di ricette lette sui libri o scovate sul web.

Ma veniamo ai nostri detergenti: oggi vi daremo una ricetta di un DETERSIVO PER LAVATRICE da fare in casa. È un detergente molto delicato, quindi non adatto ai capi molto sporchi, agli unti o alle macchie resistenti. È, invece, ottimo per il BUCATO in lavatrice di abiti quotidiani da rinfrescare.

Ecco gli ingredienti per circa 3 litri di pasta lavante:
  • 5 litri d'acqua
  • 200 grammi di sapone vegetale in scaglie di MARSIGLIA
  • 100 grammi di bicarbonato di sodio
  • 25 gocce di olio essenziale alla lavanda

Procedimento
Portate ad ebollizione l'acqua all'interno di una pentola capiente. Versate mano a mano il sapone vegetale in scaglie e mescolate. Lasciate riposare finché il liquido non si sarà raffreddato e le scaglie di sapone non si saranno completamente disciolte. 
Quindi aggiungete il bicarbonato e mescolate per bene. Prima di passare al trasferimento del detersivo nel contenitore prescelto, addizionatelo con l'olio essenziale di LAVANDA e mescolate con un cucchiaio di legno. 
Questa pasta lavante si presenta liquida, ma dopo 1 giorno tende a rassodare: quando la andrete a trasferire, scegliete quindi un contenitore aperto, in modo da poterla prendere con il cucchiaio.
È un detergente molto profumato, sia di Marsiglia che di lavanda: ne bastano due cucchiai pieni nella vaschetta della lavatrice a carico pieno. 
Non ha scadenza. 
Per un lavaggio migliore, si consiglia di aggiungere, nella vaschetta dell'AMMORBIDENTE, 20 cc di soluzione a base di acido citrico. 
Ogni tanto aggiungere, o sostituire, a questo detersivo uno ecologico con maggiore potere lavante.  
Due litri di questo detersivo vi costeranno 0,90 centesimi!!! 

I mille modi per usare il sale da cucina: dalla pulizia del forno all’eliminazione delle erbacce


Sapete cos’è il cloruro di sodio? Si, stiamo parlando proprio di uno di quei prodotti che non mancano mai nella nostra dispensa: il sale da cucina. 
Se pensavate che l'unica funzione del sale sia quella di insaporire il cibo, vi invitiamo a leggere la guida che segue per scoprire come un prodotto così economico possa diventare un grande alleato. 

Come utilizzare il sale:
Come pulire il forno casalingo
Una delle imprese più ardue per le casalinghe è sicuramente quella di far tornare a splendere il proprio forno. Spesso trovare il prodotto giusto sembra impossibile e si finisce per affidarsi a composti chimici che promettono di risolvere il problema in poco tempo, ma sappiate che un alleato nella pulizia del forno è proprio il sale. 
Preparate una crema di sale, composta da 1/2 litro d’acqua e 250 g. di sale grosso, spargetela sulle macchie di bruciato che si sono formate all'interno del forno e risciacquate con una spugna umida. 
Oltre alle macchie di bruciato desiderate togliere anche il loro odore allora servitevi di sale e cannella. Spruzzate la polvere di sale e cannella quando il forno è ancora caldo,  successivamente rimuovete il sale con una spazzola. 

Come lavare la verdura e la frutta 
Per eliminare sporcizia e pesticidi da frutta e verdura create una miscela composta da  ½ tazza di aceto e 3 cucchiai di sale. Mescolate gli ingredienti fino a che il sale non si sarà sciolto, poi aggiungili al lavello pieno d’acqua. 
In seguito immergete nella soluzione la frutta e la verdura per 15-20 minuti. Rimuovete ed asciugate delicatamente.... e mangiate il vostro frutto e tanta verdura senza pensarci. 
Il sale vi aiuterà anche a prevenire l'imbrunimento di questi prodotti, una volta sbucciata una mela o una patata, immergetela in acqua leggermente salata per evitare che diventi scura e mantenga il suo colore. 

Come prevenire il congelamento 
Durante l'inverno quando la temperatura scende sotto lo zero capita di trovare le nostre finestre congelate. Per evitare di passare l'intera stagione a disgelarle strofinate l'interno della finestra con una spugna imbevuta di acqua salata ed asciugatela, in questo modo ne prevenirete il congelamento. 
Un metodo da adottare anche per il parabrezza dell'automobile più soggetto al fenomeno del congelamento attraverso il sale scongiurerete anche l'accumularsi di ghiaccio e neve. 
Anche il bucato che viene steso in balcone nella stagione invernale rischia spesso di irrigidirsi per il freddo. La soluzione per contrastare il congelamento degli indumenti è quella di aggiungere un po’ di sale all’acqua dell’ultimo risciacquo in lavatrice. 

Come mantenere freschi i fiori recisi 
Ricevere un mazzo di fiori è sempre un piacere, ma purtroppo una volta messi nel vaso dopo poco tempo perdono la loro bellezza. Per mantenere un po' più a lungo vivi i vostri fiori aggiungete un pizzico di sale all'acqua all'interno del vaso. 
Il sale vi sarà utile anche se non amate avere fiori freschi in casa e usate comprare quelli artificiali. Attraverso questo prodotto, infatti, potrete pulirli da sporcizia e polvere che si accumula su di essi, mettete mezza tazza di sale grosso in un grande sacchetto dove porrete all'interno i vostri fiori artificiali (li tratterrete per il gambo tenendo ben chiuso il sacchetto con le mani) e scuotete energicamente.... ed il gioco è fatto. 

Come eliminare l'erbacce
Il sale rappresenta anche un efficace erbicida per eliminare tutte quelle piante indesiderate, mettete una manciata generosa di sale grosso nel punto in cui crescono(strade d’accesso, fessure dei marciapiedi, intorno alle fondamenta della casa, ecc…) e bene prima di svolgere questa azione innaffiare le erbacce con acqua calda. 
Importante: Non esagerate con la quantità di sale perchè se no finirete con il danneggiare  il terreno circostante. 

Come si allunga la vita della tua scopa
Le care vecchie scope di paglia, usate dalle nostre nonne per spazzare in terra, sono davvero resistenti anche se con gli anni vanno a rovinarsi. Un ottimo rimedio per allungare la vita della vostra scopa è quello di immergerla in acqua salata al momento dell'acquisto. In questo modo vi durerà più a lungo facendovi risparmiare sul frequente acquisto di  nuove scope. 
Provate ad adottare questo rimedio anche per lo spazzolino da denti, ricordate immergere in acqua salata sempre prima di utilizzarlo per la prima volta.

Niente cera che cola dalle candele 
Amate posizionare candele profumate in giro per la vostra casa, ma temete che la cera vi rovini mobili e tovaglie? Allora il sale fa al caso vostro prima di usare le candele immergetele in una soluzione satura di acqua e sale per un paio d'ore. Ovviamente lasciate lo stoppino fuori lo stoppino, asciugate bene prima di accenderle e sarete salvi dal fastidio della cera che cola dappertutto.

Guida alle proprietà dell’aglio: dalle punture d’insetto alla cura dei piedi. L’aglio un alleato naturale


C'è chi non lo tollera per via dell' odore insopportabile e chi invece ama usarlo per condire ogni pietanza facendone un uso costante. Stiamo parlando dell'aglio, sappiate infatti che questo prodotto racchiude in se molteplici proprietà da sfruttare nella vita di tutti i giorni.
Anche se non amate adoperarlo in cucina vi consigliamo di non rimanerne mai sprovvisti, perchè l'aglio non tiene lontani solo i vampiri come diceva una vecchia credenza, ma contribuisce a risolvere alcuni degli inconvenienti che vanno ad incidere sulle nostre attività quotidiane.
Abbiamo preparato per voi una guida alle proprietà dell'aglio che vi permetterà di conoscere i diversi utilizzi dell'aglio all'interno della vostra abitazione, per il vostro benessere e molto altro.
                                            
Come conservare la frutta di stagione con l’aglio
Sicuramente acquistare tanta frutta di stagione all'interno dei nostri mercati rionali è una buona pratica da adottare, ma spesso non si fanno i conti con il rischio che possa andare a male se non consumata entro breve tempo.
Ad aiutarvi a risolvere questo problema ci pensa proprio l'aglio, basta posizionare nel contenitore dove siete soliti mettere la frutta qualche spicchio d'aglio tagliato a metà. Così potrete gustare la vostra frutta molto più a lungo evitando inutili sprechi.

L’aglio: un anti-muffa naturale per le conserve fatte in casa 
Assaporare un prodotto fatto in casa di certo è un'esperienza unica, per permettere che questa possa rimanere tale è necessario conservare al meglio questi prodotti.
Non dimenticarti mai allora di mettere una testa d'aglio all'interno del vostro barattolino di vetro prima di chiuderlo in questo modo, oltre ad insaporire le vostre conserve, scongiurerete il formarsi di muffe e batteri che andrebbero a rovinare il prodotto.
Con l'utilizzo di questo metodo potrete conservare tranquillamente le vostre conserve senza la paura che possano farvi male.

L’aglio come rimedio per le punture d'insetti
Sappiamo come alcuni prodotti naturali racchiudono delle proprietà davvero benefiche per la nostra salute. E' questo il caso dell'aglio che grazie alla sua azione antisettica ci viene in soccorso nel momento in cui siamo punti da un qualsiasi insetto, con conseguenze di prurito e gonfiore, strofinando infatti un pezzettino di aglio sulla parte interessata proverete subito un sensazione di sollievo.
Un rimedio naturale piuttosto efficace, sopratutto contro le zanzare, per evitare che vi pungano poggiate una ciotolina con uno spicchio d'aglio sul comodino contrastate il cattivo odore con delle foglie di menta. Il succo dell’aglio inoltre è utilissimo per neutralizzare il veleno delle vespe.

Con l’aglio: addio parassiti dalle piante 

Un toccasana per preservare le nostre piante dagli odiosi parassiti è sicuramente l'aglio, sembra proprio che il suo odore caratteristico infatti non permette a questi animaletti di captare facilmente il profumo di fiori e frutti.
Quando individuate una pianta infestata dai parassiti provvedete ad interrare una decina di spicchi d'aglio (preferendo quelli germogliati) posizionandoli ad una quarantina di centimetri dal tronco della pianta malata.
Attraverso questa pratica le radici della pianta con il passar del tempo assorbiranno l'aglio producendo un effetto disinfettante, così potrete curarle senza ricorrere a prodotti chimici dannosi per l'ambiente. Essendo una tecnica naturale impiegherete di certo più tempo ad ottenere il risultato desiderato, ma ricordate sarà sicuramente più duraturo di quello derivato da agenti chimici.
Utilizzate l'aglio anche per annientare quei piccoli ragnetti rossi che si manifestano periodicamente recando dei danni ai nostri giardini. Preparate una soluzione composta da dieci bulbi d'aglio tritati in un litro d'acqua, quindi vaporizzatela sulle piante ed in batter d'occhio vedrete il ragnetto abbandonare le vostre piante migrando altrove infastidito dall'odore.

Contro la prolificazione dei funghi nelle coltivazioni 
Sembra proprio che l'azione antibatterica naturale dell'aglio permetta di combattere la proliferazione di funghi nelle coltivazioni. Le malattie fungine sono quelle che incidono infatti maggiormente sulla salute di molte coltivazioni, ma realizzando una mistura fungicida a base di aglio riuscirete ad evitare che questo accada.
Schiacciate quattro teste d’aglio e fatele bollire con mezza tazza di bicarbonato in 4 litri d’acqua. Lasciate raffreddare a temperatura ambiente e successivamente, utilizzando un annaffiatoio bagnate lentamente il terreno intorno alle piante infette così che il preparato possa penetrare in profondità.
Ricordate che questa soluzione non toglierà del tutto i funghi, alcuni potrebbero impiegare diverso tempo per essere debbellati.

Curare i piedi con l'aglio 
Quello che state per leggere vi sembrerà strano, ma una buona soluzione per curare calli, duroni è quella di utilizzare l'aglio.  Servitevi dunque di una pomata composta da aglio ed olio d'oliva. Pestate all'interno di un pentolino due spicchi d'aglio, fino a ridurre il tutto in poltiglia, aggiungete poi un cucchiaino di olio d'oliva tiepido ed amalgamate il tutto. Otterrete una pomata untuosa da applicare sulla parte dolorante da fasciare con un fazzoletto pulito, avrete così un impacco benefico.

Rinforzare le unghie 

Un valido alleato per la cura delle vostre unghie è rappresentato dall'aglio che attraverso le sue proprietà le renderà più forti ed eviterà che si sfaldino con facilità. Per sfruttare questo beneficio tritate un paio di spicchi d'aglio molto finemente ed aggiungeteli ad una boccettina di smalto trasparente.
Lasciate quindi riposare per circa una decina di giorni e solo dopo applicatelo sulle unghie ben pulite prive di nessun residuo di smalto precedente. Il connubio di aglio e smalto rendono le unghie forti e resistenti contrastando ogni azione di cosmetici e prodotti rinforzanti sul mercato.

Contro l’alito cattivo

Dopo avervi illustrato i mille modi di usare l'aglio vi lasciamo con l'ultima chicca, ovvero il rimedio per togliere l'alito cattivo, basta mangiare qualche fogliolina di prezzemolo crudo, invece per renderlo meno indigesto è sufficiente togliere il piccolo germoglio verde che si trova all’interno di ogni spicchio, in mezzo alla polpa.
Importante: Prima di usarlo per una qualsiasi di queste operazioni accertatevi che chi vi circonda non sia allergico all'aglio!!!