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martedì 5 novembre 2013

fonti vegetali di ferro


condanna inceneritore montale

29 feb2012

si é chiuso con una sentenza di condanna il processo al primo grado di giudizio tenuto dinanzi al tribunale di Pistoia per le fughe di diossina registrate dall’inceneritore di Montale nell’estate del 2007.

Imputati nel processo erano Giorgio Tibo, allora presidente del consiglio di amministrazione del Cis, gestore dell’impianto e Maurizio Capocci, responsabile del suo funzionamento.
Tibo e Capocci sono stati assolti per uno dei due episodi contestati ma condannati per l’altro a un anno e sei mesi di carcere, con pena sospesa, e al pagamento di un ammenda di 30mila euro.
In solido con Cis i gli imputati sono stati condannati al pagamento delle spese processuali liquidate in 400 euro per Legambiente (costituita parte civile e rappresentata dall’avvocato Pamela Bonaiuti) e mille euro per le altri parti civili (undici residenti della piana rappresentati dagli avvocati Federico D’Angelo, Erica Battaglia e Elena di Salvio).
Altri risarcimenti, da 4.500 a 800 euro, sono stati fissati dal giudice Patrizia Martucci per le spese legali sostenute.
Una sentenza inattesa visto che l’accusa, sostenuta dal pubblico ministero Riccardo Bastianelli aveva chiesto l’assoluzione.
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Le spezie che bruciano il grasso velocemente

Per perdere peso, oltre a una regolare attività fisica e a una corretta alimentazione, posiamo arricchire la propria dieta di condimenti e spezie brucia-grassi. Aggiungendo le seguenti spezie ai propri piatti, potremo dimagrire più velocemente e in maniera sana. ecco l’elenco delle spezie brucia grassi con le loro proprietà.
Spezie brucia grasso, la Cannella
I ricercatori della United States Department of Agriculture hanno scoperto che anche un solo quarto di cucchiaino (1,40 grammi) di cannella usato per condire gli alimenti accelera il metabolismo dello zucchero fino a 20 volte di più. Gli zuccheri in eccesso nel sangue possono facilmente portare all’aumento di depositi di grasso. Inoltre, poiché la cannella contribuisce a bilanciare il tasso di glucosio nel sangue, aiuta anche a regolare i livelli di umore e di energia. Inserite questa spezia nella propria dieta è davvero molto facile dato che sta bene sia con i cibi dolci sia con quelli salati.
Spezie brucia grasso, il Peperoncino
Mettere il peperoncino alle proprie ricette non solo contribuisce ad arricchirle di sapore ma anche a dare una bella spinta al nostro metabolismo. La capsaicina, il principio attivo del peperoncino (pepe di Caienna), aiuta a bruciare i grassi attraverso il processo di termogenesi. In particolare, l’organismo viene spinto a consumare più calorie nel breve periodo che va dal momento dell’assunzione del peperoncino fino a circa 20 minuti dopo.
Spezie brucia grasso, il Cardamomo
Il cardamomo agisce come il peperoncino, aumentando le funzioni metaboliche grazie alla sua azione termogenica. Questa spezia è anche utile per favorire la digestione aiutando l’organismo a processare meglio gli alimenti.
Spezie brucia grasso, il Curcuma
Questa famosa spezia, impiegata soprattutto nella cucina indiana, rappresenta una delle fonti più alte di beta-carotene, un antiossidante che, oltre a essere il precursore della vitamina A, aiuta a proteggere il fegato dai danni causati dai radicali liberi. La curcuma inoltre contribuisce a metabolizzare i grassi nel corpo riducendo il tasso di grasso accumulato nelle cellule del fegato. La curcuma presenta anche altri vantaggi, in particolare è una delle spezie più indicate per favorire la salute del cervello, e proteggere da malattie come l’Alzheimer e il Parkinson.
Spezie brucia grasso, il Curry
Il curry in realtà è composto da una miscela di spezie tra cui pepe nero, coriandolo, curcuma, cumino, zenzero, cannella e altre. Proprio l’insieme di questi ingredienti combinati tra loro permette di avere un’azione antiossidante, regolatrice dei livelli di glucosio, e termogenica in un unico condimento, che risulta così uno dei più efficaci per dimagrire e perdere peso.
È semplice godere delle proprietà brucia-grassi delle spezie, basta cominciare a usarle regolarmente nella preparazione dei propri piatti tra cui verdure, zuppe, e stufati.
Dott.sa Eliana Cortez

lunedì 2 settembre 2013

MIRACOLO contro il CANCRO? La sanità NON diffonde la notizia perchè la soluzione è troppo economica o perchè è una bufala?

MIRACOLO contro il CANCRO? La sanità NON diffonde la notizia perchè la soluzione è troppo economica o perchè è una bufala?

domenica 1 settembre 20130 commenti

MIRACOLO contro il CANCRO? La sanità NON diffonde la notizia perchè la soluzione è troppo economica o perchè è una bufala?

Il bicarbonato di sodio è uno dei più potenti alcalinizzanti. Otto Heinrich Warburg ( premio Nobel nel 1931 per la sua tesi
" La causa principale e la prevenzione del cancro " ) ha dichiarato che " le cellule tumorali vivono in un ambiente estremamente acido e privo di ossigeno. Le cellule sane vivono in un ambiente alcalino, ossigenato, consentendo il funzionamento normale, privare una cellulala del 35 % di ossigeno per 48 ore può probabilmente innescare un processo canceroso. Le sostanze acide respingono ossigeno, mentre le sostanze alcaline e attraggono ossigeno. Le cellule tumorali sono anaerobiche ( non respirano ossigeno) e non possono sopravvivere in presenza di alti livelli di ossigeno. Invece la GLICEMIA sopravvive fino a quando l' ambiente è privo di ossigeno. I tessuti tumorali sono acidi, mentre i tessuti sani sono alcalini, quindi il cancro non sarebbe altro che un meccanismo di difesa che hanno alcune cellule del corpo per sopravvivere in un ambiente privo di ossigeno e alcalinità".
La dr. Elisabetta Izquierdo : "Io sono un medico e mi rifiuto di credere che solo la radio e chemio terapia sono gli unici strumenti per debellare il cancro.".
Il bicarbonato di sodio umile composto e molto a buon mercato, secondo recenti e sorprendenti ricerche farmaceutiche può curare il cancro. E non solo, allevia molto significativamente anche gli effetti secondari negativi della chemioterapia. La "soluzione " della medicina organizzata per il cancro si basa su tre procedure molto rischiose e altamente invasive la chirurgia, la chemioterapia e la radioterapia. La soluzione può essere nel kit del vostro bagno. Nel suo libro, "Vincere la guerra al cancro " il suo autore, il dottor Mark Sircus, affronta la questione del bicarbonato di sodio , che aiuta a salvare innumerevoli vite ogni giorno. Il bicarbonato di sodio è noto come antico metodo per accelerare il ritorno a livelli normali di bicarbonato nel corpo è anche il più economico, più sicuro, e forse potrebbe essere la medicina più efficace a disposizione contro il cancro. Il Bicarbonato di sodio dà al corpo una forma naturale di chemioterapia che uccide efficacemente le cellule tumorali senza gli effetti collaterali devastanti evitando anche i costi della chemioterapia convenzionale.
Dal momento che nessuno si può arricchire e fare un sacco di soldi con qualcosa di così semplice, nessuno lo promuove e quindi manca il supporto per essere studiato e sperimentato.
La comunità medica ha voltato le spalle Dr.Simoncini e ad altri colleghi, perché, da onesto specialista oncologo, ha rifiutato di utilizzare i metodi convenzionali per i suoi pazienti che decidono di farsi somministrare cure a base di bicarbonato di sodio, curando con impressionante successo nel 99 per cento dei casi il cancro al seno. Il cancro della vescica può essere curato in breve tempo, completamente e senza chirurgia , chemio o radioterapia, utilizzando solo un apparato di infiltrazione locale ( simile ad un catetere ) per infondere bicarbonato di sodio direttamente nella zona infetta del seno o della vescica. Ma può anche essere consumato per via orale.
Il bicarbonato di sodio applicato ai tumori alla fine li fa scomparire rapidamente, che molti dei trattamenti chemioterapici attualmente includono bicarbonato di sodio, con la scusa che "aiuta" a proteggere i reni, il cuore e il sistema nervoso del paziente è un dato di fatto. Ed è stato già stabilito che la somministrazione di chemioterapia senza bicarbonato può uccidere il paziente. Così , quando sentiamo parlare sui "successi" della chemioterapia è proprio il bicarbonato di sodio che agisce, non solo per fermare metastasi ma anche per ridurre al minimo gli effetti collaterali dannosi della tossicità chemioterapica.
Il dott. Sircus dice" Non esistono studi per separare gli effetti del bicarbonato di sodio dagli agenti chemioterapici tossici " dice il dottore rassegnato.
Fattore emotivo : E 'noto da tempo che l'estrema ansia, angoscia o la perdita di una persona cara, il fallimento negli obiettivi, dilemmi esistenziali, trauma morale o emotivo ecc - possono innescare una serie di disturbi fisici, emicrania, ipertensione, basso sistema immunitario ecc raggiungendo in fine il cancro.

DOSE CONSIGLIATA : 1/2 litro di acqua + succo di 3 limoni + 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio. Prendere a stomaco vuoto al mattino, può essere suddivisa in due dosi durante il giorno , ma non tra i pasti. E ' meglio prenderla ogni giorno, anche quando la malattia è sparita, perché tutti i tumori possono tornare, ed è importante prevenire.

mercoledì 10 luglio 2013

Tumori al polmone, prima conferma del legame diretto con l'inquinamento

Su Lancet l'esito della maxiricerca condotta su 300mila persone di 9 paesi europei, seguite per tredici anni di fila: la presenza delle polveri sottili tossiche nell'aria delle città fa aumentare drammaticamente il rischio di cancro polmonare, soprattutto per quanto riguarda l'adenocarcinoma. Per l'Italia sono stati monitorati cittadini di Torino, Varese e Roma e la situazione è risultata tra le peggiori d'Europa

ROMA - Arriva la prima conferma della stretta relazione fra inquinamento atmosferico e tumori del polmone. Il risultato si deve a una ricerca europea pubblicata sulla rivista Lancet Oncology alla quale partecipa anche l'Italia con un gruppo di ricerca dell'Istituto nazionale dei tumori di Milano, guidato da Vittorio Krogh.

Il tumore del polmone rappresenta la prima causa di morte nei Paesi industrializzati. Solo in Italia nel 2010 si sono registrati 31.051 nuovi casi. La ricerca mostra che più alta è la concentrazione di inquinanti nell'aria maggiore è il rischio di sviluppare un tumore al polmone. Inoltre dalla misurazione delle polveri sottili, l'Italia è risultata essere tra i paesi europei più inquinati.

Svolto su oltre 300.000 persone residenti in 9 paesi europei, lo studio è il primo lavoro sulla relazione tra inquinamento atmosferico e tumori al polmone che interessa un numero così elevato di persone, sottolinea l'Istituto nazionale dei tumori, con un'area geografica di tale estensione e un rigoroso metodo per la misurazione dell'inquinamento. E' stato misurato in particolare l'inquinamento dovuto alle polveri sottili tossiche presenti nell'aria (particolato Pm 10 e Pm 2,5) dovute in gran parte alle emissioni di motori a scoppio, impianti di riscaldamento, attività industriali.

Lo studio ha permesso di concludere che, per ogni incremento di 10 microgrammi di Pm 10 per metro cubo presenti nell'aria, il rischio di tumore al polmone aumenta di circa il 22%. Tale percentuale sale al 51% per una particolare tipologia di tumore, l'adenocarcinoma, l'unico tumore che si sviluppa in un significativo numero di non fumatori. Inoltre si è visto che se nell'arco del periodo di osservazione un individuo non si è mai spostato dal luogo di residenza iniziale, dove si è registrato l'elevato tasso di inquinamento, il rischio di tumore al polmone raddoppia e triplica quello di adenocarcinoma.

Le attuali normative della Comunità europea in vigore dal 2010 stabiliscono che il particolato presente nell'aria deve mantenersi al di sotto dei 40 microgrammi per metro cubo per i Pm 10 e al di sotto dei 20 microgrammi per i Pm 2,5. Questo studio, tuttavia, sottolinea l'Istituto nazionale dei tumori, dimostra che anche rimanendo al di sotto di questi limiti, non si esclude del tutto il rischio di tumore al polmone, essendo l'effetto presente anche al di sotto di tali valori.

Il lavoro ha riguardato persone di età compresa tra i 43 e i 73 anni, uomini e donne provenienti da: Svezia, Norvegia, Danimarca, Olanda, Regno Unito, Austria, Spagna, Grecia e Italia. In Italia le città interessate dal monitoraggio sono state Torino, Roma, Varese. Le persone sono state reclutate negli anni Novanta e sono state osservate per un periodo di circa 13 anni successivi al reclutamento, registrando per ciascuno gli spostamenti dal luogo di residenza iniziale. Del campione monitorato hanno sviluppato un cancro al polmone 2.095 individui. (Ansa)

sabato 1 giugno 2013

ALCUNI RIMEDI NATURALI PER L'ORTO

In questo modo si risparmia (i pesticidi pesano, oltre che sulla nostra salute anche sul nostro portafogli), guadagnando salute!

Decotto di bucce di cipolla
Si usa contro gli acari e le malattie fungine come, ad esempio, la peronospora che può colpire pomodori e patate in periodi molto piovosi. Si prepara con 25-50 grammi di bucce e foglie verdi lasciate in infusione per 4-7 giorni in 1 litro d’acqua.

Decotto di equiseto selvatico
Indi cato per accrescere la resi stenza delle pi ante contro le malattie fungine.
Si prepara ammollando per 24 ore 1 chilo di equiseto selvatico o coda cavallina (Equi setum arvense) fresco o 150 grammi di piante secche in 10 litri d’acqua. Il giorno dopo si fa bollire il tutto a fuoco lento per circa mezz’ora, si lascia raffreddare e infine si filtra. Prima di spruzzarlo, il decotto va diluito in acqua, in proporzione 1:5.Va spruzzato quando il tempo è asciutto, i n una gi ornata di sole. L’azione preventiva di questo preparato si ottiene irrorando regolarmente le colture da primavera fino all’estate. In caso di infestazione acuta e diffusa da malattie fungine trattare per tre giorni di seguito. Macerato di orti ca e decotto di equiseto possono essere mi scelati e spruzzati insieme; si può anche aggiungere una manciata di equiseto durante la preparazione del macerato di ortica.

Estratto di pomodoro
Si usa per tenere lontane le cavolaie dai cavoli.
Si prepara con due manciate di foglie e di femminelle (getti giovani). Il materiale fresco va pestato nel mortaio e lasciato in infusione per 3 ore in 2-3 litri d’ acqua. Questo estratto si versa ogni due giorni con l’annaffiatoio sulle piante di cavolo, durante l’epoca di volo delle cavolaie.

Decotto di menta
Si usa come repellente per le formiche.
Si prepara facendo bollire 500 grammi di menta in 5 li tri d’acqua per circa mezz’ora, si lascia raffreddare e infine si filtra. Va spruzzato lungo i percorsi delle formiche e sulle superfici che si intende proteggere da questi insetti.

Macerato d’ortica
Serve per rafforzare la resistenza delle piante e tenere lontani gli insetti.
Si prepara mettendo a macerare in 10 litri d’acqua un chilo di ortica fresca che può esser e sostituito da 200 grammi di orti ca secca. Il macerato fermentato deve essere diluito in un rapporto 1:10. Si può versare sul terreno, sopra le radici oppure, molto diluito, sulle foglie. Dopo circa quattro giorni si può usare il macerato non ancora maturo, che sta ancora fermentando, diluito in un rapporto di 1:50 per spruzzarlo sui germogli e sulle foglie per combattere afidi e ragni gialli.

ANTIZANZARE TOSSICI PER SISTEMA NERVOSO

ANTIZANZARE TOSSICI PER SISTEMA NERVOSO

Spray, pomate, lozioni, applicati sulla pelle creano uno scudo invisibile che impedisce alle fastidiose zanzare di pungere, ma vanno usati in modo corretto altrimenti possono dar fastidio anche a noi oltre che alla zanzara. Infatti il principale ingrediente dei repellenti contro gli insetti, il ‘DEET’ (N,N-dietil-meta-toluamide (DEET), è risultato essere tossico per il sistema nervoso di mammiferi. E’ quanto riferito sulla rivista BMC Biology da Vincent Corbel dell’Institut de Recherche pour le Developpement di Montpellier e Bruno Lapied dell’Università di Angers, in Francia. Circa 200 milioni di persone lo usano ogni anno e 8 miliardi di dosi sono state applicate negli ultimi 50 anni, rilevano gli autori dello studio. Tuttavia già in passato si era instillato il sospetto sulla sua sicurezza: si era visto che il Deet può accumularsi nei reni e forse anche nel feto. Gli esperti hanno scoperto che il Deet inattiva un enzima importantissimo per il cervello, l’acetilcolinesterasi, un enzima ‘forbice’ che taglia e inattiva i neurotrasmettitori controllandone quindi il livello di attività. “Abbiamo scoperto che il deet non è semplicemente un composto chimico modificatore del comportamento – spiega Corbel – ma è anche in grado di inibire l’attività di un enzima chiave del sistema nervoso centrale, l’acetilcolinesterasi, sia negli insetti sia nei mammiferi. Questa scoperta mette in discussione la sicurezza del deet”. E’ più che plausibile che il Deet, già altre volte messo sul banco degli imputati per sospetti sulla sua sicurezza, interferisca col nostro sistema nervoso, spiega Claudio Venturelli esperto di Entomologia Urbana e Sanitaria del Dipartimento di Sanità Pubblica di Cesena, in quanto esercita la sua azione sulle zanzare proprio mandando in tilt il sistema nervoso dell’insetto; “questo studio è dunque importante – commenta – ma non deve creare allarmismi, purché però si faccia un uso corretto dei repellenti”.

Scoperto nel 1953, il Deet resta ancora oggi il repellente più usato perché è quello che, spiega Venturelli, a una migliore azione repellente associa anche una maggiore durata d’azione. Molti altri repellenti, infatti, pur essendo altrettanto efficaci, restano efficaci per un tempo minore. In questo nuovo studio i ricercatori francesi mostrano che il Deet è in grado di interferire con il principale enzima del sistema nervoso, l’acetilcolinesterasi, importante per controllare la funzione sinaptica, cioé la comunicazione tra neuroni. Non è sorprendente che ciò avvenga, spiega Ventureli, infatti il Deet funziona esercitando un’azione di ‘depistaggio’ sui ‘radar’ delle zanzare, le antennine (sensilli) con cui percepiscono la vicinanza della ‘preda’ per andare a pungerla. E questi radar sono delle strutture nervose, precisa Venturelli. Inoltre gli esperti hanno visto che il Deet interagisce con carbamati e organofosforici (componenti insetticidi) intensificando i suoi effetti negativi sul sistema nervoso. Bisogna dunque puntare a un uso scrupoloso dei repellenti, sottolinea Venturelli: “innanzitutto non fare mix di più sostanze e non usare repellenti e insetticidi insieme; poi acquistare il repellente giusto leggendo l’etichetta e tenendo conto che l’Accademia Americana di Pedatria raccomanda l’uso di repellente a concentrazione minima di Deet (7%) su bambini sotto i 12 anni. Poi non dobbiamo farci ingannare da diciture come ‘tutto naturale’, anche questi repellenti potrebbero contenere Deet”.

Oggi ci sono sostanze di nuova generazione, conclude Venturelli, meno irritanti del Deet, come la picaridina; in ogni caso sul sito www.zanzaratigreonline.it ci sono tutte le indicazioni su quale repellente scegliere per le diverse età.

I repellenti per zanzare usati ogni giorno sono tossici, e possono causare convulsioni e danni al sistema nervoso.

(AGI) - Londra, 5 ago. - Lo rivelano i ricercatori dell'Universita' di Angers (Francia), che hanno scoperto la neurotossicita' di queste sostanze usate da decenni nei repellenti per insetti. La scoperta e' stata pubblicata sulla rivista BioMed Central Biology. A essere piu' a rischio sono le donne e i bambini, che dovrebbero evitare l'uso di questa sostanza. "Anche se gli esperimenti sono stati svolti su animali, i loro risultati possono essere applicati anche all'uomo", hanno detto i ricercatori. Sotto accusa e' il DEET (dietiltoluamide), considerato il repellente per insetti piu' comune ed efficace. "Questa sostanza, usata da decenni, blocca l'azione di un enzima del sistema nervoso", hanno spiegato i ricercatori. "Questo blocco potrebbe potenzialmente causare convulsioni".

Inoltre, lo studio dei 2 scienziati transalpini afferma come il DEET possa combinarsi con altri componenti degli insetticidi, aumentando i suoi effetti negativi.

I ricercatori mettono quindi in guardia i piu' vulnerabili, bambini e donne incinte, dall'uso della sostanza, che in ogni caso "non dovrebbe essere applicata per piu' di tre volte al giorno". Un portavoce della SC Johnson, produttore dei repellenti Autan, ha commentato: "Il DEET e' stato usato per 50 anni milardi di volte. Per la nostra compagnia, niente e' piu' importante che la sicurezza dei consumatori".


fonte:http://irpinianelmondo.wordpress.com/2009/08/06/medicina-e-salute-attenzione-antizanzare-tossici-per-sistema-nervoso/